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Stefanelli Romano

Romano Stefanelli,  1931-2016
Si è formato nel modo antico presso la “bottega” di Pietro Annigoni, in Borgo Albizi.
La sua opera si è estesa in ogni settore dell’espressione figurativa moderna, che trova lo spazio della ricerca personale in un rapporto di continuità/discontinuità con i modelli della tradizione. Oltre alle diverse tecniche pittoriche, praticate in un ventaglio di generi che va da nudo alla natura morta, dal paesaggio agli interni con figura e alle grandi composizioni di soggetto sacro e profano, si è dedicato al disegno (non solo di studio), alla litografia, all’incisione calcografica, alla scultura, alla medaglistica fino alla creazione di gioielli in oro e argento. Ha presentato le proprie opere, con esposizioni personali anche antologiche, presso gallerie e musei in Italia e in molti paesi esteri, a cominciare dal 1968, quando esordì alla Galleria Levi di Milano e su fino ad oggi, con un’ampia ricognizione sul suo lavoro ordinata nelle sale della Galleria Pananti di Firenze, nel 1998. Tra gli affreschi più importanti si ricordano: nell’Abbazia di Montecassino, il soffitto del coro; nelle chiese di Sanata Maria Assunta di Quarrata (PT) e di santa Maria a Massarella (FI), interi cicli parietali; singole opere nelle chiese di San Michele Arcangelo a Ponte Buggianese (PT) e di Santa Maria a Torri (FI). Attualmente sta lavorando a un “Battesimo di Gesù” nella chiesa del Sacro Cuore di Alberga (SV).
In ambito grafico, tra gli altri titoli sono di fondamentale importanza le cartelle La Gigioneide (1965), I fantasmi di Venezia (1973), la Versilia (1977). Tra le sculture in bronzo si segnalano i nudi femminili, le teste e le figure create per la Zecca di Stato. L’impegno relativamente più recente è la creazione e realizzazione di gioielli eseguiti con la tecnica dello sbalzo e cesello, tutti rigorosamente in unico esemplare.
Tra gli altri, hanno dedicato testimonianze e saggi alla sua opera, in articoli, presentazioni ai cataloghi e alle cartelle e in monografie, Pietro Annigoni, Liana Bortolon, Everardo Della Noce, Ugo Longo, Nicola Miceli, Alberico Sala, Giorgio Segato, Giovanni Spadolini.