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Scaiola Giuseppe

Giuseppe Scaiola nasce nel 1951 in una frazione agricola di Cairo Montenotte, un centro industriale in provincia di Savona. Il padre, Mario, era operaio e la mamma, Maria Rabino, casalinga.

I genitori lo incoraggiano da subito nella sua vocazione d’artista, che si manifesta precocemente nell’interesse verso il disegno e la pittura.

Anche la scelta degli studi (Liceo Artistico, a Savona) avviene in modo lineare e condiviso dalla famiglia.

Un forte legame con le proprie origini è rimasto sempre una componente significativa nel lavoro di Scaiola: un interesse spiccato verso la Terra, la Natura, il Lavoro.

Terminati gli studi ad appena ventun anni, nel 1972, insegna Discipline Plastiche nel medesimo Liceo “A. Martini” e contemporaneamente si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, presso la quale si diploma nel 1975. Torino è, in quegli anni, un centro assai fervido di iniziative legate all’arte contemporanea e Scaiola diventa amico di artisti come Gilberto Zorio, frequentando assiduamente il mondo delle gallerie, in particolare quelle di Giorgio Persano e di Gian Enzo Sperone.

La sua attività espositiva inizia con la partecipazione alla Quadriennale romana del 1975, cui fa seguito una bella personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, con la presentazione di Franco Farina, nel 1976 e, l’anno successivo, alla Galleria Civica di Modena. Dagli inizi della carriera, il mecenatismo della famiglia Castagneto lo ha notevolmente aiutato nel suo percorso artistico.

Nel ‘79, Scaiola è a Milano con una nuova personale alla Galleria Annunciata con presentazione in catalogo di Gillo Dorfles. Esce pure, in quell’anno, un’intervista sul “Corriere d’Informazione”, a firma di Ferruccio De Bortoli. Nel 1980 lavora per un breve periodo a Parigi, dove termina il ciclo dei quadri delle suore.

Da quel momento, Giuseppe inizia a risiedere stabilmente nel capoluogo lombardo ove frequenta assiduamente il grande scultore Agenore Fabbri, da lui conosciuto in quel di Albissola, e che rimarrà per sempre un’amicizia carissima.

Si interessano al suo lavoro – tra gli altri – galleristi “d’avanguardia” come Franco Cicconi, di Macerata, e critici come Roberto Sanesi, Francesco Vincitorio, Flavio Caroli e Renato Barilli che lo presenta alla Galleria d’Arte Contemporanea di Suzzara e Malcesine, nel 1984. Nello stesso anno, muore il padre dell’artista e quest’evento dolorosissimo avrà un’influenza notevole sul suo successivo lavoro. Scompare, in pratica, l’elemento figurativo dai suoi quadri e – come felicemente ebbe a scrivere Lucio Del Gobbo – “è l’ampio campo informale che da scenario diventa luogo di ricerca” nella sua pittura. Il frutto di questo radicale rinnovamento viene esposto nel 1986 alla Galleria Artra di Milano. L’evento di quella esposizione è ricordato per l’acquisto di tutte le opere da parte del collezionista Salvatore Manzoni, con il quale Scaiola stringe un’amicizia che dura tutt’oggi con un legame di reciproca stima.

Nel 1988, Scaiola sposa Giancarla Pongibove, che ha frequentato sin da ragazzo.

A metà degli Anni Ottanta, Giuseppe ha anche iniziato la collaborazione con uno dei maggiori serigrafi d’Europa, il genovese Rinaldo Rossi: un sodalizio destinato a durare e dal quale, in questi anni, è scaturita una serie limitata, ma estremamente qualificata, di opere grafiche.

Sempre nello stesso periodo, Agenore Fabbri presenta Scaiola al collezionista tedesco Volker W. Feierabend che s’interessa subito al suo lavoro.

Da questa amicizia nasce una forte attenzione da parte del mondo collezionistico e museale tedesco che si evidenzia in un vasto programma di esposizioni.

Parallelamente la Galleria Klaus Braun di Stoccarda divulga il suo lavoro e questa collaborazione continua tuttora.

L’interesse diventa più vivo e si estende a vari ambienti artistici della Repubblica Federale. Vengono acquisite sue opere da importanti musei come il Ludwig di Colonia, la Galerie der Stadt di Stoccarda e il Kunstmuseum di Bonn, il cui direttore, Dieter Ronte, scrive una presentazione in catalogo per una serie di mostre che si tengono sia in Germania che in Italia nel 1992 e nel 1993.

Il 1994 si chiude con l’esposizione di 50 sue opere al Kulturhistorisches Museum di Stralsund.

Nel 2001, il gallerista svedese Mats Bergman, con galleria a Stoccolma, vuole conoscere il nostro artista dopo aver visto un suo quadro in casa della collezionista Andrè Barbro, sua connazionale.

Dopo questo incontro viene organizzata una mostra che si tiene nella capitale scandinava nella primavera di quell’anno e viene eseguita una serigrafia ispirata ai versi “I ricordi mi vedono” del poeta svedese Thomas Tranströmer.

Al ritorno da quel viaggio, muore l’amatissima madre.

Nel 2002 vi è l’acquisizione da parte del CIMAC – Civico Museo d’Arte Contemporanea di Milano di un quadro dal titolo “Terra d’oro”. Il dipinto è presente nella mostra intitolata “BELLA PITTURA”, presentata al Nuovo Museo di Weimar, al Museo Von der Heidi di Wuppertal ed alla Stadt Galerie di Klagenfurt.

Nello stesso anno, inoltre, Scaiola si lega a contratto con la Galleria Il Prisma che, tra l’altro, promuove per lui un ciclo di mostre personali al National Museum of the Istori and Culture of Belarus di Minsk in Bielorussia e alla Fortezza dei S.S. Pietro e Paolo di San Pietroburgo in Russia nel corso del 2003, 2004. Presentazione in catalogo del critico Aleksandr Borovskij.

La sua intensa attività prosegue con un ciclo di mostre personali nei musei tedeschi e spazi pubblici italiani e con la collocazione di un’opera nelle rispettive collezioni permanenti.
Nell’ambito di un rapporto stabile e di collaborazione con la Galleria Bergman, il 2005 si chiude con una mostra al Lindingö Konsthall di Stoccolma.

Nel 2006 Giuseppe Scaiola si lega con un contratto in esclusiva per l’Italia con la Galleria JZ Art Trading di Milano. Una mostra nella primavera del 2007 ne evidenzia il rapporto.

In autunno, dopo una breve e violenta malattia muore l’adorata moglie.

Nel 2009 vengono programmate due nuove mostre in Austria, una a Klagenfurt ed una a Villach.

Oggi, Giuseppe Scaiola ha cinquantotto anni. Quando non è a Milano o in giro per il mondo, vive in una bella casa affacciata sullo splendido golfo di Bergeggi, dove nascono anche i suoi grandi quadri e dove riceve i visitatori italiani e stranieri, coadiuvato dalla fedele interprete – segretaria Karin Mattsson Ferrari.