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Riccardo Biavati

26 novembre 11 dicembre 2005

inaugurazione mostra sabato 26 novembre, sarà presente l’artista

Quadreria Blarasin a Macerata
Il
mondo primigenio di Riccardo Biavati tra fiabe e nostalgie
Alvaro Valentini 
 

C’è un sentimento antico, quello dell’infanzia del mondo e dell’uma­nità, nelle opere di Riccardo Biavati esposte (fino al 26 dicembre) alla Qua­dreria Blarasin, a Macerata.
E’ un racconto visionario e affabulatorio che si snoda sul filo della nostalgia,della memoria e del sogno, un respiro profondo alimentato da fervida immaginazione e da una propensio­ne al recupero di radici primigenie.
L’artista (insegna all’Istituto d’Arte “Dosso Dossi  di Ferrara) presenta 18 sculture in ceramica e 30 acquerelli, da cui traspare, ol­tre al senso ludico delle soluzioni plasti­che e formali, una sorprendente capacità di creare personaggi fantasiosi e surrea­li, “i miei giocattoli” li chiama, che si ren­dono interpreti delle istanze e delle attese dell’uomo, Biavati ama “cucinare a fuo­co lento le idee”, costruire dimore di falene, nidi di lucciole, paesaggi viaggianti, ciotole di meraviglie, pentacoli e amuleti.
Questo universo di incantesimi. dove le col­line confabulano con la luna, i merli fanno il verso al sole, i “Vasi Abitati” svelano an­goli segreti, si traduce in un’atmosfera di serenità e di estasi. La visione diventa uno spazio altro, un rifugio ideale in cui l’uo­mo ritrova la proprio. infanzia, i suoi sogni, le sue aspirazioni.
Biavati è un raffinato co­struttore di forme e di immagini,
E’ soprat­
tutto un cullare di favole, quelle racconta­te dal nonno, un interprete delle intuizioni e fantasie mito­poetiche dei popoli primitivi. E a “‘Ma­dre Terra” egli ritor­na per trarre l’hu­mus vitale e insegui­re una novella genesi. Biavati racconta i misteri e le suggestio­ni della ceramica con limpida inventiva e una , sottesa ironia, una simbiosi che rende giocose e raffinate le ceramiche, esemplari e simbolici gli acquerelli, e se “gli antichi vasi, model­lati dai primi ceramisti e agricoltori, porta­vano granaglie, conservavano i cibi e i li­quidi, (…) contenevano simboli e ricordi per l’ultimo viaggio”, questi nuovi manu­fatti, plasmati nell’argilla e cotti nel fuoco, racchiudono un retaggio di ricordi, fiabe e fantasie, ovvero il “sogno lungo” che ac­compagna da sempre il cammino dell’uomo. In mostra anche ceramiche (della “Bottega delle Stelle”, diretta e ispirata dallo stesso artista.
La Quadreria Blarasin (info 0733.262026) si trasforma così. in sorta di”antro magico” dove il sentimento del tempo trova la sua più alta e ludica epifania
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Alcune immagini dell’inaugurazione

 

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i ragazzi della classe 3° D dell’ ISA (Istituto Statale d’Arte) di Macerata accompagnati dall’insegnante Tiziana Tomassetti in visita alla mostra

 

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