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Pannaggi Ivo

 

  • Ivo Pannaggi
    Macerata 1901 – Macerata 1981 Architetto, artista eclettico, scrive nel 1922 ” Il Manifesto Dell’Arte Meccanica Futurista” , con Vinicio Palladini e con la supervisione di Filippo Tommaso Marinetti (che aveva già firmato il Primo Manifesto Futurista nel 1909).
    Protagonista dell’arte meccanica del Secondo Futurismo, realizza nel 1926 l’arredo di casa Zampini ad Esanatoglia (Matelica), quattro ambienti la cui definizione formale era caratterizzata prediligendo la funzione psicologica rispetto alle funzioni d’uso.
    Si iscrive, in due occasioni, alla Scuola di Architettura, prima a Roma e successivamente a Firenze, pur non laureandosi.
    Lavora attivamente come scenografo e progetta costumi meccanici.
    Negli anni 1926/27 espone i suoi lavori al Brooklyn Museum of New York.Particolarmente vicino – anche ideologicamente – alle avanguardie comuniste sovietiche (Malevic, El Lissitskij) all’inizio degli anni ’30 abbandona di fatto il movimento futurista, trasferendosi prima in Germania – ove frequenta il Bauhaus fino alla sua chiusura voluta da Hitler nel 1933 – e poi lavora in Norvegia ove dal 1949 al 1960 realizza, come architetto per lo stato norvegese, Villa Rund, Villa Olsen e Villa Feinberg. Tornato a Macerata, trasforma con ironia anche la sua vita privata in arte, giungendo persino ad inviare il suo annuncio mortuario alla rivista romana “Futurismo Oggi”. Il testamento spirituale di Pannaggi recita:”IP:Pannaggimateriamorta, Pannaggiarteviva, VivaPannaggi!”. Muore nel 1981.