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Luigi Cristallini

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personale del Maestro

I colori del sorriso

dal 29 novembre al 21 dicembre 2015

Manifesto

Luigi Cristallini, il pittore noto per le gioiose e felici immagini che sprizzano buon umore e tanta allegria. Pretini e monachelle (e gente comune) sono gli attori a cui Luigi, da quel mago di pittura qual è, affida la trama della commedia umana vista in chiave fantastica e affabulatoria.

Sono scenette di vita semplice che l’artista amplifica, assecondando un’interpretazione visionaria e immaginifica in cui prevale il senso ludico e scherzoso delle situazioni. E così rivivono in cornice architetture urbane, case pittoresche, vecchie finestre, panni stesi, botteghe artigiane, mercatini rionali pulsanti di sapori antichi e voci familiari. Tutto questo, senza ironia, satira, sarcasmo, trasgressione, ma con un impulso sottile, armonioso, carico di humor che rende ogni dipinto di questa serie unico e originale, tanto è vibrante di candore e limpidezza, quasi un novello “Cantico delle Creature”. Non inganni il tema semplice e per alcuni versi paradossale. Cristallini è pittore umile, defilato, ma pittore vero che usa segni, luci e colori con una sapiente abilità educata in oltre quaranta anni di paziente e appassionato esercizio. Un lungo iter creativo, pieno di consensi e riconoscimenti.

Se per un attimo poi, la sua attenzione si rivolge ai fiori, alle nature morte o ai paesaggi, ecco spuntare allora l’aspetto lirico e sognante di una pittura che scende in profondità e coglie i segreti vuoti dell’animo. Grazie, Luigi, per queste immagini ariose e cantabili che ad ogni istante, come per un ricorrente sortilegio, ci regalano il sorriso.

Alvaro Valentini

 

 

Dalla sua Macerata che l’ ha visto nascere nel 1933, il pittore Luigi Cristallini offre ora al pubblico che lo apprezza – o che lo apprezzerà domani – queste nuovissi­me tempere intrise dei colori semplici della poesia.

Infatti quello del pittore marchigiano è un eterno racconto per immagini, che rivive mondi di ieri ancora però durevoli nelle vecchie case del popolo, nei cortili odorosi, nei quartieri sereni e disponibili alla vita essenziale che già oggi è il domani.

I fogli mostrano il loro diario che fedelmente registra nel tono della luce le ore d’ogni giorno, i mutamenti delle stagioni, la verità atmosferica e sensibile del tempo:

che è tutto quanto mostra agli uomini il suo ordine regolare e prezioso, o ciclico.

La sensibile pudicizia del pittore Cristallini è un invito a cercare nella pittura incontri del vivere dei nostri padri e nonni come segno certo della loro saggezza da perpetuare, da coltivare a difesa delle minacce che ogni attimo vengono all’individuo di buona volontà da chi lo vuole imprigionare invece nell’artificiale del non – vero. Cristallini rimane un pittore che pretende – sia pure in punta di piedi – di rimanere uomo libero e schietto, e al riguardo sento opportuno citare le parole del critico J.P. Jouvet a proposito di opere precedenti ma ancora attuali: «Ed ecco, nel palpitante palcoscenico della sua tavolozza, ripetersi il miracolo della perpetuazione di un patrimonio di sentimenti, di affetti, di costumi familiari che forze oscure e impietose insidiano costantemente e vorrebbero distruggere, massificare…». Scatta così in disce­sa il miglior approccio con il fresco palpito felice e – conscio – delle tempere odierne particolarmente intonate con la primavera del cuore, l’estate degli affetti più duraturi, purché sia presente l’autunno dei ricordi.

Case, balconi, finestre, stanze, nature morte di frutta e di fiori o di oggetti comuni e casalinghi, sono e rimangono i temi dei quadri, le fonti lucenti e luminose dell’invi­to pittorico di Cristallini nel suo testimoniare proprio l’asciuttezza morbida e toccabi­le e carezzabile, del colore a tempera per la sua originaria concisione immediata di fissare, «immediatamente», nell’emozione ciò che l’ ha fatta sorgere prima e poi crescere con fedele puntualità.

La vita dell’uomo nelle sue certezze verificabili a occhio nudo, direttamente, e antiche quanto nuove, è la modulazione, splendente e coraggiosa d’essere semplice, di un pittore felice della propria sincerità, della propria calma avvedutezza quotidia­na. Cristallini se ci ammonisce dei falsi profeti lo fa indirettamente, a voce bassa, e mostrando a cuore aperto i suoi fogli colmi di luce e di squillanti convinzioni nella realtà; ma però aiutati dall’occhio quanto dalla mente, o dalla memoria, ossia dall’evidenza completa che distingue l’individuo in uomo sociale e lieto d’essere fra i suoi simili col suo dono di pittore e di poeta sereno.

Giuseppe Branca

vedi opere