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Gambino Mariapia

Mariapia Gambino
è originaria della Sicilia, ma vive a Faenza dal 2001.
Ha studiato Arte della Ceramica prima a Sciacca (Ag) poi a Faenza, dove si è specializzata anche in Restauro Conservativo della Ceramica e del Vetro nel 2003. Nello stesso hanno ha svolto un periodo di pratica presso il Museo Nazionale di Valencia in Spagna. Fino al 2008 ha lavorato come restauratrice della ceramica, collaborando con enti pubblici e privati in Italia e in Germania.
La passione per la ceramica e per la carta l’hanno accompagnata durante il suo percorso di formazione artistico, tanto che nel 2010 riprende la tecnica del Papier Maché, attraverso la quale ha dato vita ad un mondo immaginario, abitato da leggiadre e sognanti creature.
Nel corso di questi anni il suo lavoro con la cartapesta è cresciuto molto e con esso anche il suo pubblico.
Ha partecipato a numerose mostre e concorsi.

LA CARTAPESTA E LE CREAZIONI DI MARIAPIA
La tecnica di lavorazione utilizzata da Mariapia, incontra le esigenze del nostro tempo. Avvalendosi di materiali contemporanei, riesce così ad ottenere risultati positivi che rendono la sua carta più resistente alle diverse condizioni climatiche.
La sua produzione si divide in due categorie, quella che fa fronte alle esigenze di un pubblico più ampio, per il quale realizza creazioni su commissione e una produzione prevalentemente riservata alle Gallerie d’Arte e ad un pubblico di collezionisti.
Quest’ultima produzione, definita dalla stessa Mariapia “gli oggetti del cuore”, è costituita principalmente da creazioni in edizione limitata.
Gli oggetti del cuore, nascono singolarmente, ma entrano poi a far parte di una famiglia più grande destinata a crescere nel tempo.
Ogni personaggio ha una sua storia in grado di interagire e/o completare quella degli altri personaggi.
Ogni creazione è un mondo, che incontra altri mondi.
Mondi che si sfiorano, entrano ed escono l’uno dall’altro. Mondi che creano altri mondi, con amore.
Non sono mondi disabitati. Anzi, vibrano di vita. Però non tutti possono accorgersene. Ci vuole attenzione e curiosità per incontrare le creature composte dalle mani siciliane di Mariapia.
Sono piccole sculture di carta e metallo, ma quella è soltanto la base. Ciò che conta è l’altezza cui aspirano. L’altezza della poesia, e la profondità delle loro storie. Storie di luci e ombre, di gioia e pensiero: ogni creatura è preceduta da un passato e davanti a sé vede brillare mille futuri possibili.
Nessuna creatura è però un’isola. Ciascuna dialoga con le altre, le ammira, talvolta le invidia, quasi sempre si aiutano l’un l’altra. Si parlano, giocano, lavorano. E cantano, soprattutto cantano. In coppia, in trio, in coro, la loro musica silenziosa allarga il nostro orizzonte e aggiunge un pizzico di colore alla fantasia di noi tutti.