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Rossi Attilio

Attilio Rossi (1909-1994)

 La figura di Attilio Rossi, una delle maggiori nella pittura italiana del ventesimo secolo, si allarga ad una complessa personalità di grafico e di intellettuale attivissimo nella organizzazione della stampa, di giornali, di associazioni culturali, di interventi di oculata attualità, di preziose edizioni di testi di letteratura, di poesia, di grafica classica, di grandi Mostre. In tanta complessa attività di operatore culturale, specialmente nella Milano pre-bellica antifascista e nei più vivi dibattiti culturali di dopo la seconda guerra mondiale, la pittura, la sua amata pittura, con inesausta passione umanistica e solidi impianti di strutture classicamente geometriche, quasi di rinato uomo del quattrocento umanistico in vesti moderne, ha sempre tenuto il posto centrale della sua ricerca culturale e della sua vita.

Emigrato in America, per sfuggire all’oppressione fascista italiana, nel 1935, lavora a fianco delle maggiori figure di poeti e scrittori, come Borges, Jimenez, Alberti e Neruda, pubblicando testi con la Casa Editrice Losada. Rientrato in Italia nel 1946, opera nelle Commissioni riorganizzative della vita intellettuale del Paese. Invitato alla Biennale veneziana del 1949, apre una serie di presentazioni pubbliche delle sue opere, perseguendo una propria coerenza di idee e di forme, senza mai essere coinvolto nelle frequenti manifestazioni di effimere rumorose poetiche.

Nel 1975 gli viene tributata dal Comune di Milano una importante Antologica di alto riconoscimento nelle sale di palazzo Reale. Fino all’ultimo, fino ai suoi ultimi giorni di vita, quotidianamente si è recato nel suo studio al centro di Milano, sempre perfezionando una sua ricerca pittorica che era, insieme una battaglia pubblica per l?uomo, contro le tendenze di antiprassi distruttiva e disumanizzante che si diffondeva intorno, e per sempre più serrato colloquio con gli spiriti magni e con l’anima segreta dei miti, rievocati dalla storia.

Un ricordo di Attilio Rossi amico di Mirasole, pittore, grafico, editore

Il libro, il più stupefacente strumento creato dall’uomo”; la definizione è di Jorge Luis Borges ed è ripresa e a noi fatta conoscere dalle parole di benvenuto – chiamarle “discorso” è far torto alla loro fraterna cinquantennale amicizia – che Attilio Rossi rivolse, per incarico del sindaco Carlo Tognoli, al grande scrittore argentino, in occasione della sua visita a Milano nel luglio 1981.

Dobbiamo questa testimonianza a Pablo Rossi, figlio del grafico e editore che amò visceralmente il libro, figlio dell’artista che, nel libro del 1963 Milano in inchiostro di china con testo poetico di Salvatore Quasimodo, più di ogni altro ha saputo ricordare e interpretare, senza alcuna concessione alla nostalgia, assieme alle memorie dell’antica Milano e dei suoi Navigli anche la realtà della squallida compenetrazione tra le periferie popolari e gli insediamenti industriali; un genere librario che, molti anni prima, aveva felicemente sperimentato con il volume Buenos Aires en tinta china, accompagnato dai versi di Rafael Alberti e dalla introduzione dell’amico Borges.

Generose di aneddoti e di riflessioni le espressioni dettate dal cuore di Attilio Rossi in quell’occasione, e ritrovate ora nel riordino delle carte del Maestro: esse svelano i rapporti e la collaborazione editoriale tra i due personaggi, un felice sodalizio tra parola e segno, e sostanziano l’argomento del prezioso “libretto” (così lo chiama Pablo), preparato e dato alle stampe per il nuovo anno 2003 con la sobria eleganza ereditata dal padre, ma, come gli altri che l’hanno preceduto e che annualmente seguiranno, soprattutto animato da vìrile affetto e consapevole riconoscenza, l’uno e l’altra sentimenti ormai quasi in disuso nel rapporto tra i figli e la memoria dei padri.

Attilio Rossi fu grande amico della Ca’Granda, apprezzato autore di ritratti di benefattori e di sapienti decorazioni allegoriche, convinto sostenitore della rinascita di Mirasole.

Non si può qui non accennare al librino” sull’antica abbazia degli Umiliati, strenna natalizia 1984 delle Arti Grafiche di Sandro Reina.

Il bel testo fu scritto da Lino Montagna, del quale ricorderemo sempre la benemerita lungimiranza e l’impegno operoso per la rinascita del complesso monumentale, destinato a conservare la cultura fiorita assieme alla carità e alla solidarietà dello Spedale dei Poveri e a produrne di nuova.

Autore delle illustrazioni fu Rossi che, da par suo, le tracciò con particolare sensibilità e maestria; i disegni a penna furono poi donati dall’Artista all’Archivio della Ca’Granda.

Il librino Montagna-Rossi ebbe grande successo e divenne gradito e efficace strumento di promozione e di stimolo per l’Associazione per l’Abbazia di Mirasole, impegnata nel recupero dell’abbazia, nella quale Attilio Rossi, sensibile e colto pittore e patito del libro, vedeva l’arca della salvezza per l’inestimabile patrimonio della Quadreria e della Biblioteca.

ERNESTO BRIVIO