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Fresu Paolo

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Personale del Maestro

Un’altra novità espositiva negli spazi della Quadreria Blarasin, in corso Cavour, a Macerata.

Stavolta è di scena l’opera di Paolo Fresu, artista intuitivo, sensibile e visionario che indaga l’uomo e il suo universo in una atmosfera di sottile umorismo e di garbata ironia. Egli impagina una commedia favolistica e surreale in cui recitano personaggi eterogenei: re, regine, dame dogi, generali, prelati a cui fanno da contraltare servitori, popolani, mercanti e burattini. Il suo obiettivo è quello di rappresentare le due facce della società, quella nobile e regale in cui lo status symbol (e l’ambizione ostentata) è prevalente e quella povera e minuta in cui la semplicità è sinonimo di arguzia e di virtù. In questo contesto si muovono volti enigmatici e imbellettati, sguardi ambigui e furtivi, nasi allungati e deformati. Il cerimoniale è sfarzoso, l’aura è dorata, ma il clima che si respira è di un mondo di doppiezza e falsità, d’intrigo e finzione, dove i personaggi e i soggetti secondari (il diavoletto, i gendarmi, i maghi, i giullari) tendono a nascondere la loro vera identità dietro maschere allusive e ammiccanti.

Paolo Fresu, nato ad Asti nel 1950, si è formato al Liceo artistico di Torino e all’Accademia Albertina. Giovanissimo ha debutto nella scenografia teatrale, cinematografica e televisiva, curando spettacoli di successo per Luigi De Filippo, Giorgio Faletti (suo grande estimatore) e Andy Luotto, “Fantastico 90” di Rai Uno e il teatro di Asti. Dagli anni ’60 egli coltiva una concezione espressiva autonoma, sensibile alle correnti espressioniste europee e a soluzioni materico-cromatiche sempre nuove e originali. Quello che più colpisce in lui è la libertà inventiva, la capacità di coniugare personaggi, luoghi, epoche del passato come il Medioevo e le maschere della Commedia dell’Arte e di farle rivivere in un contesto brioso, allegro e grottesco che denota scintillante freschezza e genuina attualità. Nelle sue singolari creazioni si riflette il mondo, l’umanità, la vita.

La mostra di Macerata, dal titolo “Paolo Fresu, la maschera e il volto” è tanto più interessante e originale, in quanto l’artista oltre alle opere tradizionali realizzate con collage e tecniche miste presenta una serie di fantasiosi e scenografici dipinti dedicati alla città e al mondo della lirica. In questa dimensione rivivono i palazzi, i monumenti e l’Arena Sferisterio in un clima festoso, ludico e surreale. E come avviene nelle favole spuntano i personaggi più variegati: le primedonne, il tenore, i musici, il maestro, ma anche i mercanti, i vescovi, gli innamorati, i gendarmi, l’astrologo, la castellana, i funamboli che sembrano danzare in una suggestiva e leggendaria ambientazione di torri, castelli, palazzi, scacchiere e palcoscenici dentro e fuori del tempo. Quello di Fresu è una sorta di Carro di Tespi, un teatro viaggiante che intesse e recita l’eterna commedia umana.

 

Testo di Alvaro Valentini

Manifesto della mostra

Manifesto della mostra

Seguono immagini dell’inaugurazione