Posted on

Trubbiani Valeriano – Signum Crucis dal 31 marzo al 21 aprile

 Visita di S.E. Mons. Edoardo Menichelli            Visita di S.E. Mons. Claudio Giuliodori

Manifesto della mostra

manifesto_per_internet.jpg

COMUNICATO STAMPA

SIGNUM CRUCIS DI VALERIANO TRUBBIANI

“Amorosa erranza” tra mistero e bellezza

Eccezionale evento artistico alla Quadreria Blarasin di Macerata. Sabato 31 marzo (ore 17,30) sarà presentata
la Croce astile ostensiva che lo scultore Valeriano Trubbiani ha realizzato nel 1999 per il millenario della Cattedrale di San Ciriaco. E’ la prima volta che l’opera, benedetta da Papa Giovanni Paolo II, esce dal Duomo di Ancona e si fa pellegrina tra la gente, portando un messaggio di pace e di rinascita.
La Croce , plasmata tutta in metalli preziosi (argento, oro, acciaio) è una “sacra rappresentazione” o “una sacra conversazione”, come la definisce l’autore, che in forma scenografica accorpa la verità assoluta: il Dio Padre inciso entro un triangolo, lo Spirito Santo illuminato da un cristallo rosso e il Cristo in croce posto al centro di un cerchio patinato che avvolge il simbolo alto della cristianità. Ai piedi della croce, sopra una piattaforma circolare, è posto un piccolo nido di uccellini con delle uova in procinto di dischiudersi. Nella parte inferiore figurano i santi protettori dell’arcidiocesi di Ancona (Ciriaco) e Osimo (Lepardo). Il corpo del Cristo proietta dietro il fronte la sua ombra scolpita in una congiunzione ideale con la terra da cui l’Adam biblico ha tratto la sostanza dell’essere. E’ un’immagine inquieta e spiazzante, dai contorni sfrangiati e acuminati, da cui sembra elevarsi un monito forte, un urlo cosmico più lacerante di quello di Abele.

La Croce
di Trubbiani è un limpido esempio di scultura altomedievale, un’opera  di valore simbolico e liturgico che indica l’appartenenza alla comunità cristiana. L’artista, sensibile e intuitivo, offre una soluzione plastica nuova e originale che tiene conto della verità evangelica e della vicenda umana. Dovendo affrontare un tema più elevato dell’avventura, del viaggio e delle peregrinazioni che da anni costituisce il nucleo del suo lavoro limpidamente trascritto in “Racconti di mare/Racconti di terra”, a contatto con
la Croce Trubbiani scruta la profondità dell’essere, declina le sonorità dell’anima, carpisce il mistero della fede (Dio incarnato) con l’inventiva del costruttore di morfologie plastiche, il trasporto mistico dell’asceta, la sapienza del faber nobilis che vive nella dimensione di una novella creazione. E lui, “il più favoloso favolista”, come lo ha definito Pierre Restany in Oficina Mundi, colui che più di ogni altro sviluppa per cicli tematici l’universo visionario e immaginifico di “presunte realtà”, che affida al mondo degli animali i timori e le speranze dell’umanità (vedi Mater Amabilis, Insula felix, Transito in adriatico e le infinite visualizzazioni grafiche), trasfonde nel gesto plastico il travaglio dell’umanità e la luce della trascendenza in una sintesi morfologica di fulgida rivelazione.

La mostra “Signum Crucis di Valeriano Trubbiani” è una sorta di “amorosa erranza” dantesca tra mistero e bellezza. Il prodigioso operare dell’artista trasforma la parola in segno, il logos in luce, il Verbo in forma. L’immagine della Croce diventa l’espressione visibile della verità, il simbolo tangibile dell’amore e della redenzione. Nella scultura trubbianea il Christus patiens  (dolore umano) e il Christus triumphans (gaudio eterno) vibrano e palpitano all’unisono del canto salvifico e liberatorio del divino che dopo secoli di peregrinazioni ritrova e accoglie nel suo grembo la creatura più cosciente ed alta uscita dall’opera delle sue mani.

L’esposizione è arricchita da undici disegni preparatori della Croce astile realizzata per “Ecclesia Cathedralis Millenarium MCMXCIX, Ancona) e da altre significative opere, compresi la scultura “Jesus Christus Resurgit” (1998) e ulteriori, raffinati disegni. Accompagna la mostra (visite fino al 21 aprile, info 0733.262026) un elegante catalogo con tavole a colori, una profonda riflessione di Mons. Loris Francesco Capovilla, arcivescovo di Mesembria, il saggio critico di Alvaro Valentini, uno scritto di Paolo Biagetti e la poesia di Goffredo Binni con il Venerdì Santo di Maria Luisa Spaziani.
C’è grande attesa per questa mostra come per il passaggio profetico di una cometa.

con il patrocinio

REGIONE MARCHE – PROVINCIA DI MACERATA – COMUNE DI MACERATA

Orari di apertura Mostra: lunedì 15.30 – 20, da martedì a domenica 9-13 / 15.30-20
.

 

 

 

 

 

 

Posted on

Trubbiani – Visita di S.E. Mons. Claudio Giuliodori

Pagina precedente

Posted on

Trubbiani Valeriano – sculture

Menù artisti

Secolo d’Italia            Domenica 19 ottobre 2003
Appuntamenti con l’Arte di Luigi Tallarico

 

               

IL BESTIARIO DI TRUBBIANI
La mostra che Valeriano Trubbiani ha in programma per il 15 novembre negli spa­zi della «Quadreria Blarasin» di Macerata, rivela un interesse critico particolare, in quanto l’artista – che è faber nobilis, ossia scultore incisivo e dotto e insieme forgia­tore di macchine reinventate e di memoria – affida al disegno la sua prominente im­maginazione creativa. Dalle presentazioni dei tre critici in catalogo, mentre si con­viene che il suo è un segno di «natura pro­gettuale» e come tale portato a prefigurare «soluzioni plastiche» (Enrico Crispolti), vie­ne escluso che la funzione del segno sia di preparazione dell’opera plastica (Goffredo Binni). D’altra parte, il manufatto – posse­dendo l’artista marchigiano una forte visionarietà, peraltro collegata al senso della memoria e al tempo della storia – non il­lustra gli accadimenti delle epoche inquie­te e spietate, ma insegue piuttosto «le om­bre lunghe della memoria e dell’inconscio», e le proietta in uno scenario in cui la luci­dità del segno non esclude il grottesco e in­sieme il terrifico (Alvaro Valentini). Infatti, il segno di Trubbiani, che è un potente mezzo d’incisiva chiarezza, non si limita ad evidenziare la secca rigorosità limitare della linea, ma, possedendo una componente materica, è portato al rilievo plasti­co e perciò a far risaltare le certezze iconografìche.

Da qui lo svolgimento in mo­stra di un favoloso bestiario e di racconti impiantati sulla visione fantastica di pae­saggi rurali e di architetture di improbabi­le antichità, abitati da rinoceronti ed ele­fanti, da rane e gatti. La fantasia non è un demerito per la lucida veridicità del segno grafico, e questo conferma come l’unilate­rale e originale presenza dell’opera – rive­stendo il carattere della qualità – ritrovi la dimensione più generale della grande con­cezione estetica. 

                                                                                       

opere disponibili in galleria

 

 rame, bronzo, argento, unico esemplare
CERVARIA FAMILIA CINGULANA 2003-2005

nido

leone

P4091602

OLYMPUS DIGITAL CAMERA


 

P4091599

rinoceronte

 

 

 

bronzo, ottone, cm. 20x29 esemplare unico
IL VIAGGIO DI TITO LABIENO, 2004

 

bronzo patinato,rame, argentato, unico esemplare
OASIS DEI GLADIATORI, 1991

 

argento, ottone, bronzo, unico esemplare
TUCANO COVATA, 1983

STATO D'ASSEDIO

58_STATO2.jpg

Elemento unico dello
Stato d’Assedio
esposto con 199 altri elementi alla Biennale di Venezia nel 1972
acciaio inox e alluminio alt. cm. 195

TECNICHE DELLO SGUARDO

TECNICHE DELLO SAGUARDO, 1975
alluminio + occhi con ala semovente, cm. 40,5×42

MATER AMABILIS

MATER AMABILIS, 1991 – bronzo, argento, legno, unico esemplare

NIDO DELLE RANE

NIDO DELLE RANE

TORTUGHE VOLANS

TORTUGHE VOLANS, 1983 – pirografia su tavola cm. 50×35

SULLE ALI DEL TALENTO

SULLE ALI DEL TALENTO E DELLA CREATIVITA’
bronzo patinato cm. 9,4×9,8 prova
d’autore

CIELO, MARE, TERRA

CIELO, MARE, TERRA DELLE MARCHE, 2007
bronzo patinato cm. 16,2×13,8 – prova
d’autore

 

 

 

 

 

 

 

Posted on

Trubbiani Valeriano – disegni

Menù artisti

Sculture        evento Signum Crucis      evento Disegni Inediti

Secolo d’Italia            Domenica 19 ottobre 2003
Appuntamenti con l’Arte di Luigi Tallarico

 

      

IL BESTIARIO DI TRUBBIANI

La mostra che Valeriano Trubbiani ha in programma per il 15 novembre negli spa­zi della «Quadreria Blarasin» di Macerata, rivela un interesse critico particolare, in quanto l’artista – che è faber nobilis, ossia scultore incisivo e dotto e insieme forgia­tore di macchine reinventate e di memoria – affida al disegno la sua prominente im­maginazione creativa. Dalle presentazioni dei tre critici in catalogo, mentre si con­viene che il suo è un segno di «natura pro­gettuale» e come tale portato a prefigurare «soluzioni plastiche» (Enrico Crispolti), vie­ne escluso che la funzione del segno sia di preparazione dell’opera plastica (Goffredo Binni). D’altra parte, il manufatto – posse­dendo l’artista marchigiano una forte visionarietà, peraltro collegata al senso della memoria e al tempo della storia – non il­lustra gli accadimenti delle epoche inquie­te e spietate, ma insegue piuttosto «le om­bre lunghe della memoria e dell’inconscio», e le proietta in uno scenario in cui la luci­dità del segno non esclude il grottesco e in­sieme il terrifico (Alvaro Valentini). Infatti, il segno di Trubbiani, che è un potente mezzo d’incisiva chiarezza, non si limita ad evidenziare la secca rigorosità limitare della linea, ma, possedendo una componente materica, è portato al rilievo plasti­co e perciò a far risaltare le certezze iconografìche. 

Da qui lo svolgimento in mo­stra di un favoloso bestiario e di racconti impiantati sulla visione fantastica di pae­saggi rurali e di architetture di improbabi­le antichità, abitati da rinoceronti ed ele­fanti, da rane e gatti. La fantasia non è un demerito per la lucida veridicità del segno grafico, e questo conferma come l’unilate­rale e originale presenza dell’opera – rive­stendo il carattere della qualità – ritrovi la dimensione più generale della grande con­cezione estetica. 

 

opere disponibili in galleria
PERICOLOSA_COVATA_80X60.jpg

PERICOLOSA COVATA
disegno inchiostri e tempera su cartoncino cm. 80×60

 

 

IDEA PER DIMORA DELLE RANE, 1998
dis. inchiostri e tempera, cm. 120×90

 

Posted on

Tulli Wladimiro

Menù artisti

opere disponibili in galleria

 

 

olio su tela cm. 40x55
MARINA
 tecnica mista su tela cm. 30X40
MARINA CON NERO – 1997
tecnica mista su tela cm. 5070
FANTASIA MARINA – 1974
tempera su cartoncino cm. 25X70
BREZZA GIALLA

 

 

PICCOLIACUTI.jpg
Piccoli acuti bianchi e neri tempera su carta
SCACCOMATTO.jpg
Scacco matto – tempera su carta
INCOMINCIO.jpg
S’incominciò come paesaggio, 1995 – acrilico su tela cm. 35×45
MATERASSO.jpg
Matarasso con nuvola e labirinto rosso, 2001
tecnica mista su tavola cm. 44×27
SCACCOPAZZO.jpg
Scacco pazzo, 2001
acrilico su tela cm. 50×30