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Mancini Stefano

Stefano Mancini nasce a Portoferraio (Isola d’Elba) nel 1970, si diploma all’Istituto Statale d’arte di Tivoli e in seguito frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 93 si diploma con lode in scenografia, qui segue i corsi di Nato Frascà, Giorgio Scalco e lo storico dell’arte Roberto Maria Siena. Scenografo e costumista teatrale, artista poliedrico impegnato anche nelle arti figurative e nell’arte applicata. Nel 1991 partecipa con sei studi scenografici su “l’Opera dello straccione” di Vaclav Havel alla “Prague quadrennial of theatre design and architecture” esposizione di architettura teatrale che si è tenuta nel Palazzo della Cultura di Praga.

Per il settembre della Minerva a Roma cura la scenografia dell’opera buffa in due atti “Lo frate ‘nnamorato” di G. Pergolesi su libretto di G. Federico con la regia di Dora Liguori, orchestra da camera del Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina, direttore d’orchestra M° Claudio Buccarella. Nel 1994 collabora con il Teatro Argentina di Roma, dove firma come scenografo e costumista due lavori, Tango Americano di Rocco d’Onghia e Lauben di Roberto Cavosi con la regia di Giuseppe Di Pasquale, in seguito firma le scene per diverse compagnie teatrali mettendo in scena, tra le altre, La Giara di Luigi Pirandello, Il Rosario di Federico De Roberto, “l’Importanza di chiamarsi Ernesto” di O. Wilde, “La purga di bebè” “Ortensia ha detto: me ne frego!” di G. Feydeau. Nel 1996 viene invitato a partecipare alla realizzazione di studi e bozzetti scenici incentrati sulla lettura del “Peer Gynt” di

  1. Ibsen. Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Teatro di Roma diretto da Luca Ronconi e l’Accademia di Belle Arti di Roma, prende spunto dallo spettacolo teatrale “Verso Peer Gynt. Esercizi per gli attori” a cura di Luca Ronconi (Teatro Centrale, aprile 1996). Dal 2001 al 2003 cura la direzione artistica e l’organizzazione di eventi teatrali per il teatro dei Vigilanti all’Isola d’Elba e come scenografo, sempre nello stesso teatro cura l’allestimento scenico di due spettacoli sotto forma di lettura sul tema “L’uomo e l’Isola”. Progetta come scenografo le scene del “Palio Madama Margarita d’Austria” (Rievocazione storica rinascimentale) – Castel Madama – edizioni 2005/2006/2008/2009. L’ultimo lavoro di Stefano Mancini come scenografo lo vede confrontarsi direttamente con la realtà cinematografica con un mini film in pellicola “Coincidenze” tratto dall’omonimo racconto di Stefano Benni in collaborazione con Feltrinelli Editore e prodotto dalla Zivago Media.

Nel 2009/10 è presidente della giuria “Un bozzetto per il Palio”, concorso per la realizzazione del “Palio Madama Margarita” in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma di cui cura anche l’allestimento della mostra. Svolge attività didattica tenendo lezioni con laboratori sul “Disegno e le tecniche pittoriche” e dal 2010 collabora con l’Università Delle Tre Età dove insegna la tecnica del collage con un corso dal titolo “Colori, carte e collage” Realizza come illustratore numerose locandine e manifesti pubblicitari. A partire dagli anni ’90 sviluppa la sua espressività artistica nella pittura mediante sperimentazioni materico cromatiche con impreziosimenti di collage di carte e stoffe. Un mondo fatto di personaggi fiabeschi, leggeri e colorati che si muovono all’interno di castelli colmi di fantasia.

Con il suo lavoro propone e affronta allegoricamente l’opera lirica, testi teatrali, favole e racconti rappresentati tutti con la chiave ironica e giocosa con cui legge e rielabora le sue idee e fantasie.

I suoi lavori sono presenti in collezioni private in Italia e all’estero e recentemente il Corriere della Sera pubblica le sue opere.

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Mariani Federico

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Molinari Lara

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Nata a Milano nel 1970, muove giovanissima i primi passi nel mondo del fumetto come cartoonist per la Walt Disney Italia: una collaborazione che ha festeggiato, l’anno scorso la maggiore età. Ha all’attivo storie a fumetti e copertine per il settimanale Topolino, illustrazioni per videogiochi Playstation e collaborazioni con Disney Channel, con albi tradotti e pubblicati in ambito europeo. Nel mondo della grafica pubblicitaria e del design industriale è illustratrice profumi per Diego Dalla Palma e packaging illustrator per Lindt, nonché ritrattista in trasmissioni televisive. Nel 2005, sull’onda del successo del “Codice da Vinci” di Dan Brown illustra la parodia “Zio Paperone e il Codice Metsys” per il superalbum “Il Papero da Vinci”. Attualmente nel suo studio di Alassio si dedica allo studio di soggetti romantici naif di matrice fumettistica, affiancati a opere di ricerca dal fascino informale.

 

OPERE DISPONIBILI

 

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Muriel Mesini

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Perucca Nicola

Nato a La Spezia nel 1962, Perucca vanta un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e importanti rassegne sia in Italia che all’estero (Spagna, Paesi Bassi, Lettonia, Finlandia, NorveNato a La Spezia nel 1962, Perucca vanta un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e importanti rassegne sia in Italia che all’estero (Spagna, Paesi Bassi, Lettonia, Finlandia, Norvegia, Turchia).
Nel 2003 ha realizzato tre grandi d…ipinti per la manifestazione ‘Stelle nello Sport’, tenutasi al Teatro Carlo Felice di Genova.
Nel 2009 ha tenuto una personale presso il prestigioso Centro d’Arte Moderna e Contemporanea de La Spezia.

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Piacesi Walter

Walter Piacesi

( Ascoli Piceno 1929) Artista Ascolano, con il suo tratto fine e sarcastico ,analizza in maniera precisa, tutti gli aspetti de La Comédie Humaine.

“Nasce ad Ascoli Piceno nel 1929. Compie  i suoi studi all’Istituto d’Arte di Urbino e all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Negli anni Settanta occupa  la cattedra di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze. La sua produzione artistica denota uno spiccato sarcasmo e spazia particolarmente nelle attività incisorie con perizia e creatività, tecnica ed osservazione, agilità grafica e umori ricreativi. In questo modo, l’artista dà vita e rilievo ad un’umanità brulicante, servendosi della deformazione realistica quale diretto ed efficace mezzo di indagine e di conoscenza.

La sua arte è una specie di diario di viaggio, illustrato diversamente, tuttavia, da Walter Piacesi “Visita al museo” 1999 come lo si intende in genere. La sua produzione è pervasa da un forte sarcasmo  e acuta osservazione, caratteristiche avvalorate da una consapevole tecnica incisoria che spazia dall’acquaforte alla xilografia. La deformazione realistica è utilizzata come strumento di rappresentazione della società , senza orpelli e filtri di sorta.

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Procopio Pino

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