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Muriel Mesini

Vedi negozio e biografia – opere uniche – serigrafie

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Perucca Nicola

Nato a La Spezia nel 1962, Perucca vanta un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e importanti rassegne sia in Italia che all’estero (Spagna, Paesi Bassi, Lettonia, Finlandia, NorveNato a La Spezia nel 1962, Perucca vanta un nutrito curriculum espositivo, con numerose personali e importanti rassegne sia in Italia che all’estero (Spagna, Paesi Bassi, Lettonia, Finlandia, Norvegia, Turchia).
Nel 2003 ha realizzato tre grandi d…ipinti per la manifestazione ‘Stelle nello Sport’, tenutasi al Teatro Carlo Felice di Genova.
Nel 2009 ha tenuto una personale presso il prestigioso Centro d’Arte Moderna e Contemporanea de La Spezia.

OPERE DISPONIBILI

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Piacesi Walter

Walter Piacesi

( Ascoli Piceno 1929) Artista Ascolano, con il suo tratto fine e sarcastico ,analizza in maniera precisa, tutti gli aspetti de La Comédie Humaine.

“Nasce ad Ascoli Piceno nel 1929. Compie  i suoi studi all’Istituto d’Arte di Urbino e all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Negli anni Settanta occupa  la cattedra di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze. La sua produzione artistica denota uno spiccato sarcasmo e spazia particolarmente nelle attività incisorie con perizia e creatività, tecnica ed osservazione, agilità grafica e umori ricreativi. In questo modo, l’artista dà vita e rilievo ad un’umanità brulicante, servendosi della deformazione realistica quale diretto ed efficace mezzo di indagine e di conoscenza.

La sua arte è una specie di diario di viaggio, illustrato diversamente, tuttavia, da Walter Piacesi “Visita al museo” 1999 come lo si intende in genere. La sua produzione è pervasa da un forte sarcasmo  e acuta osservazione, caratteristiche avvalorate da una consapevole tecnica incisoria che spazia dall’acquaforte alla xilografia. La deformazione realistica è utilizzata come strumento di rappresentazione della società , senza orpelli e filtri di sorta.

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Procopio Pino

 Inaugurazione mostra

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opere disponibili in galleria

 

 

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Stefanoni Tino – opere uniche e serigrafie

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OPERE DISPONIBILI IN GALLERIA

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serigrafie disponibili fino ad esaurimento tiratura di 150 copie.

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Vania Elettra Tam

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Vania Elettra Tam è un’artista comasca trapiantata da pochi anni a Milano.
La sua formazione si è sviluppata  prima attraverso il Liceo Artistico G. Terragni di Como, poi l’Istituto Superiore di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco a Milano ed in fine l’Accademia di Belle Arti NABA sempre di Milano.
La sua predisposizione artistica l’ha portata a collaborare come creativa nel settore della moda e dell’arredamento per 13 anni, fino a quando ha deciso di dedicarsi unicamente alla pittura. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive in tutta Italia. All’estero ha esposto a Praga, Londra, Miami e San Diego.
Attualmente è possibile trovare le sue opere nelle seguenti gallerie d’arte: Wannabee Gallery a Milano, Orizzonti Arte a Bari e Ostini, Quadreria Blarasin a Macerata.
Come hai incominciato a fare l’artista e perché?
«Non ne ho memoria, la creatività è sempre stata una costante della mia vita, da quando mi hanno messo per la prima volta una matita in mano fino ad oggi.  Ma la prima tela ricordo di averla realizzata nel 1993.
Cosa mi abbia spinto ad iniziare la carriera artistica … Penso sia la stessa cosa che porta tante persone ad intraprendere una carriera … “la passione”. Amo l’arte e tutto ciò che la circonda e, magari, con un pizzico di presunzione, penso di possedere anche un minimo di talento».

A cosa ti ispiri?
«Dipende dai periodi, ultimamente per quanto riguarda l’espressività e l’ironia dei soggetti da me ritratti, mi ispiro alle meravigliose illustrazioni di Walter Molino e di Norman Rockwell, mentre per lo stile pittorico mi rifaccio un po’ ad Hopper e Alex Katz e per ciò che riguarda l’irriverenza a Cattelan e Banksy…».

Programmi per il futuro?
«Ho appena superato il “periodo rosa”, un ciclo pittorico iniziato nel 2009 che ora ritengo terminato.
In futuro non mi limiterò a realizzate opere pittoriche ma approfondirò le tecniche di arte digitale e video arte già sperimentate da me in passato ma a cui voglio dedicare maggiore attenzione.
Ho una nuova tematica che mi appresto a sviluppare ma non voglio fare troppe anticipazioni, se non che saranno presenti, nelle opere, anche soggetti maschili e non più solo femminili.
Per ciò che riguarda la mia futura attività espositiva, in programma ci sono varie mostre, sia presso le gallerie che mi rappresentano, sia in luoghi istituzionali, naturalmente appena avrò maggiori informazioni le renderò note immediatamente».

Cos’è per te la sensualità?
«“In una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c’è più sensualità che nel vero e proprio atto d’amore” Dacia Maraini
Anche io spesso ritrovo la sensualità nelle cose più semplici come nelle linee morbide, negli accostamenti di colori armoniosi o in un contrasto azzardato.
Nella mia pittura la sensualità spesso non è voluta, trapela in maniera spontanea, forse perché fa parte di me … naturalmente».

Marco Infelise

 

 

 

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Monti Vincenzo

l’uomo, l’artista, il maestro

Alvaro Valentini

 

Vincenzo Monti nasce a Pollenza  il 3 marzo 1908 e muore a Macerata il 7 aprile 1981.

Figlio di umili operai, a soli 11 anni resta orfano del padre Torquato, una figura di cui in seguito sentirà molto la mancanza. <Se fosse ancora vivo, gli farei il ritratto>, confidava con infinito rammarico. Alla sua educazione provvede la madre Prassede Fammilume, che per tirare avanti la famiglia è costretta ai lavori più disagevoli. La famiglia Monti abitava in via San Salvatore, a pochi passi dalla casa  di Antonio Romagnoli che emigrato a Tarquinia sulla scia dei fratelli diventerà il padre del poeta Vincenzo Cardarelli. A causa delle ristrettezze economiche, Vincenzo viene mandato in collegio, presso i Salesiani di Lugo di Romagna, dove avrebbe dovuto imparare un mestiere e tornare poi ad esercitarlo nel suo paese. Ma in lui si agitava  una forte vocazione per la pittura. I superiori, consapevoli del suo talento, decidono di inviarlo a Milano, dove frequenta l’Accademia del Beato Angelico, nota come Scuola d’Arte Cristiana. Tanto naturale era la sua abilità pittorica che in un solo anno Vincenzo compie l’intero corso triennale. Poi si trasferisce a Ferrara dove affina le sue qualità nello studio di un pittore.

Dopo questa breve esperienza torna nella sua amata Pollenza e sono anni pieni di stenti e di rinunce ma anche di stimolante creatività. Monti sente il bisogno irrefrenabile di dipingere, raccontare, esternare la sua visione del mondo, della realtà che lo circonda. E’ questo il tempo dei primi paesaggi, delle verdi colline, delle campagne ubertose, immagini improntate ad un evidente naturalismo, ma anche il tempo dei ritratti di amici e conoscenti, dipinti per i quali il fratello Antonio, provetto ebanista, gli prepara le cornici.

L’esordio di Monti in arte è del 1935, anche se i suoi primi lavori risalgono al 1930. Partecipa a due Mostre interprovinciali, con quattro paesaggi pollentini: “Vecchie Case’’, “Campagna’’, “Ponte sul Potenza’’ e “Case tra gli ulivi’’ che lo rivelano completamente come artista di straordinaria sapienza pittorica. L’anno successivo prende parte alla IV Sindacale d’arte delle Marche, alla quale rischia di non essere ammesso perché non iscritto al Partito Fascista.

Una scelta politica, questa, che onora l’uomo e il pittore, sempre coerente nella vita come nell’arte. Alcuni critici di fama, tra cui Alessandro Benedetti, sono colpiti dalle sue opere. Monti è indicato come una tra le più sicure promesse della pittura italiana. Sono di questo periodo dipinti come “Mia madre’’, “Giovanni il postino’’, “Il fumatore’’, “Contadina’’, “Uomo dei campi’’.

Il 30 gennaio 1938  partecipa alla <Esposizione provinciale dei Sotto i Trenta> allestita al Palazzo degli Studi di Macerata. Anche in questa occasione Monti dapprima viene escluso, poi dietro vibranti e legittime proteste ammesso. Gli artisti, diciannove con centodieci opere, sono quasi tutti futuristi (Arnaldo Bellabarba, Sante Monachesi, Bruno Tano, Lamberto Massetani, Fulvio Raniero Mariani, Umberto Peschi, Virginio Bonifazi, ecc.) ad eccezione dei pittori Arnoldo Ciarrocchi e Vincenzo Monti e dello scultore Sesto Americo Luchetti. L’importante mostra richiama la presenza di F.T. Marinetti, l’ideologo del futurismo, che il giorno successivo al vernissage tiene al Teatro Lauro Rossi una applaudita conferenza sull’aeropittura e sull’aeropoesia, leggendo anche alcune sue composizioni letterarie.