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Mondelli Giò

Giò Mondelli, nasce a Milano nel 1953.

Artista poliedrico, è pittore, disegnatore, grafico, ritrattista.

Dopo aver frequentato la Libera Accademia di Belle Arti (LABA), si è dedicato allo studio dei Simbolisti e dei Surrealisti.

La sua ricerca pittorica si è concentrata sulla sperimentazione di nuove tecniche, stili e tendenze. Nel corso della sua prolifica carriera, il pittore Giò Mondelli è arrivato a definire uno stile unico ed originale: nelle sue opere uniche i paesaggi naturali brillano di colori accesi e profondamente materici.

I quadri di Giò Mondelli gli sono valsi numerosi riconoscimenti da parte della critica, permettendogli di esporre in tutto il mondo: dall’Italia agli Stati Uniti, passando per Belgio, Germania, Francia e Stati Uniti.

I critici d’arte riconoscono nell’artista una singolare interpretazione del paesaggio.

Le opere di Giò Mondelli sono in vendita a quotazioni medio-alte stabili, dato il grande successo che riscuotono presso il pubblico e la critica.

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Giuliani Edmondo

Cordoglio per la scomparsa di Edmondo Giuliani

Il sindaco Fabiano Belcecchi, certo di interpretare i sentimenti dell’intera città, ha fatto pervenire alla famiglia Giuliani i sensi di profondo cordoglio per la scomparsa del popolare “Mondo”.

dal Comune di Jesi
www.comune.jesi.an.it

“Edmondo Giuliani – ha ricordato Belcecchi – può essere a pieno titolo considerato l’ultimo pittore di strada, nel senso più nobile della parola. Un’artista che non si chiudeva dentro un atelier, ma che cercava il luogo aperto e dunque aveva un rapporto diretto con i cittadini che potevano vedere in diretta quello che lui dipingeva. Un modo antico e nostalgico di fare pittura, arricchito da quella profonda umanità che ha caratterizzato sempre la sua esistenza.

E la sua popolarità è dimostrata dal fatto che non c’è casa a Jesi in cui non sia presente un’opera di Giuliani”.
A Edmondo Giuliani, come noto, il Consiglio comunale aveva conferito nel 2000 la cittadinanza benemerita “per la grande passione con cui si è dedicato all’attività artistica, svolta con disinteresse e spontaneità, ottenendo importanti riconoscimenti a livello regionale e nazionale, che onorano il nome della sua città natale alla quale lo lega un profondo e reciproco legame di affetto”.

 

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Esposito Enzo

Enzo Esposito è nato a Benevento nel 1946, vive e lavora a Milano da più di vent’anni.

Nome di punta nel panorama artistico degli anni ’80, Esposito ha partecipato a tutte le rassegne di quel periodo che puntualizzavano il passaggio dal “concettuale” alla “pittura”.

Infatti, dopo una fase di maturazione in un clima di arte concettuale e di rigore formale, è uno tra i primi artisti a intuire, alla fine degli anni ’70, il ritorno alla pittura attraverso gli “ambienti”.

Al 1977 risalgono le prime installazioni, pitture eseguite direttamente sulle pareti delle gallerie, dove l’imponenza del colore crea forti coinvolgimenti emozionali.

In quegli anni il suo lavoro viene notato da Renato Barilli che inserisce Esposito nel gruppo dei “Nuovi Nuovi”, nel versante “aniconici”, coi quali negli anni ’80 parteciperà a numerose esposizioni collettive nei più importanti musei internazionali. Il periodo successivo è segnato da un espressionismo astratto fatto di accese luminosità e campiture sempre più ampie e dilaganti. Le dimensioni quasi sempre monumentali delle sue opere servono all’artista per sottolineare il valore oggettivo della pittura come esperienza impegnativa e totalizzante, tanto per chi la crea quanto per chi la osserva. “E’ un lavoro il mio non narrativo, un dialogo con la superficie, un accadimento di pittura. Non ci sono icone. Non ci sono titoli. Dare un titolo è dare un margine e io non voglio margini.”

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Carraretto Lino

Ricerca biografica e bibliografica

a cura di Roberto e Stefano Carraretto.

Lino Carraretto nasce nel 1947 a Casale Sul Sile (TV), città dove vive e lavora.

Artista autodidatta, dipinge per vocazione, seguendo un’intima necessità di espressione emotiva, grafia del profondo dei sensi. Arriva tardi alla pittura, quasi per caso, quando sente la necessità di riempire le spoglie pareti della sua nuova casa, nei primi anni 70. Da studente aveva sempre avuto una naturale dimestichezza col disegno e l’acquerello; per l’occasione torna a dipingere, stavolta all’olio.

Dapprima copiando tutto quanto accendesse il suo interesse: grandi maestri, cartoline, illustrazioni, poi, appropriatosi della tecnica pittorica, esce a dipingere en plen air per partecipare a concorsi estemporanei. I risultati furono subito incoraggianti: pieni consensi dal pubblico e dalla critica più accorta. Inizia a credere al suo lavoro e con impegno organizza la prima personale al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto nel 1982. Risalgono allo stesso periodo le prime partecipazioni a rassegne d’arte e le vincite dei primi premi. Successivamente, con pacate meditazioni, i paesaggi inizia a “confezionarli” nello studio, abbinando con fantasia soggetti reali a quelli sognati, per ottenere una preziosa visione lievitata, evocata. Questa intuizione rappresenta per il maestro una svolta decisiva per la sua arte, che si carica così di straordinaria leggerezza.

Tutta la sua pittura verte ad attirare l’attenzione sul nostro paesaggio, così bello e così labile nel tempo, un paesaggio che non abbiamo il tempo di assaporare perche frastornati dal ritmo frenetico della vita odierna. Attraverso la memoria recupera tutto ciò che parla di poesia e che sta pian piano scomparendo: vecchie ville abbandonate, casolari, barconi. La sua immersione nella natura è totale: con atto di fede o, se si preferisce, di coraggio, Carraretto è alla ricerca di un valore non effimero de’’immagine dipinta. Con animo attento è sempre pronto a raccogliere gli umori della realtà in un rapporto diretto della vita e della verità.

Carraretto è ben lontano dalla pittura fatta di gesti o da invenzioni spettacolari per stupire ad ogni costo; la sua pittura è il risultato di una pratica ad imprimere dolcezza, sensazione del tempo, bellezza del creato, fatta con l’animo sincero, che punta direttamente al cuore. Nel 1993 l’incontro con il mercante Francesco Pasini risulta decisivo per la sua carriera artistica.

Con grande soddisfazione, l’artista vede le sue “poesie” diffondersi in tutta Europa. E dal 2004 in tutto il mondo, giacche la International Graphics Collection tedesca lo ha inserito nel catalogo delle affiches d’autore, una pubblicazione a distribuzione universale, un’importante vetrina per i maggiori talenti esistenti.

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Gentili Giuseppe

Giuseppe Gentili (Pollenza, 1942 – Camerino, 16 aprile 2018) è stato uno scultore italiano.

Biografia

Frequenta gli studi artistici e consegue il Diploma di Maestro d’Arte nel 1963.

A venticinque anni espone le sue prime opere in scultura, con consenso di pubblico e di critica. Innovativo per la tecnica e per il materiale che adopera, realizza pannelli in basso rilievo, sbalzi in rame, bronzetti e numerose opere di grande dimensione: lavora con la fiamma ossidrica, mista alla fusione.

Di lui si interessano per il collezionismo: Charlie Chaplin, che acquista tre opere; Federico Fellini, il regista delle favole folli; Pablo Picasso, che accetta l’offerta di un “Don Chisciotte”, figura emblematica nella produzione dello scultore. L’artista iberico pone l’opera, alta più di due metri, nel parco della sua villa di Mongius (Nice).

Espone a Montréal (Canada), impressionando per la drammaticità esistenziale delle opere, e a Nizza, città dove, in occasione del terzo “Grand Prix de New York”, gli viene assegnata la targa “Plaquette d’or – Statue de la Libertè”.

Nel 1979, l’artista si trasferisce a Spoleto, instaurando con il Festival dei Due Mondi un proficuo lavoro dialettico, che si traduce in mostre e in celebrazioni della sua arte (Spoleto Magazine).

Eccentrico ed anticonvenzionale, gestisce il mondo creativo con atteggiamenti di vita, che plasma come pezzi visivi: contesta e irride “il rispetto dell’arte ufficiale – che egli dice – in Italia combina grossi guai”. Nascono così le tante sculture alla fiamma ossidrica, che diffonde in Italia e all’estero, entrando nelle case e nelle collezioni di molti privati.

Racconta di sé stesso: “Non voglio essere chiamato contestatore, non m’interessa accordarmi ad una qualsiasi protesta. Io vivo per la mia arte e della mia arte. E chi non sa cosa sia l’Arte non può capirmi”.

Seguono opere di impegno umano e valenza sociale: dalla ricerca indirizzata verso episodi della Bibbia (particolarmente drammatica la serie di Caino e Abele) al volto di Cristo della Sindone, carico di tragedia; dal Don Chisciotte al grido de L’uomo di Sarajevo.

Dopo avere migrato in più luoghi, risiedeva in campagna presso Camerino.

È scomparso il 16 aprile 2018 all’età di 76 anni.

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Ferrari Valeria

BIOGRAFIA

Giovane artista romana, Valeria Ferrari, si forma come restauratrice di dipinti presso l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma, dove si appassiona alle diverse tecniche pittoriche e allo studio del colore, approdando infine ad un linguaggio personale ed eclettico.

Da cinque anni collabora con la Galleria Il Sole partecipando a diverse collettive nonché con la stessa, alla Fiera Affordable Art Fair di Milano.

Appassionata di arte, musica e poesia, inserisce nei suoi dipinti citazioni tratte dal mondo musicale e letterario per dare vita ad un racconto in cui suggestioni naif vengono rielaborate attraverso l’utilizzo del collage e della pittura acrilica. Protagonisti delle opere sono le città ideali avvolte da atmosfere oniriche che popolano la serie Happy City, i giardini incantati rallegrati dallo sbatter d’ali di variopinte farfalle nei Flights, i cuori di ogni forma e colore che fluttuano sulla tela come palloncini lasciati volare via in un momento di festa, musica e fantasia, al centro della serie Loving.

In Lightness le opere di piccolo formato rappresentano fotogrammi dell’infanzia che si alternano ad oggetti iconici del vivere quotidiano, con uno spirito che richiama la cultura pop e l’immaginario visivo degli ultimi decenni.

Si sogna così, nello sperimentare di Valeria Ferrari, respirando un’arte che diventa fantasioso gioco di rimandi.

Fabio Ortolani

 

“Non mi prendo mai troppo sul serio…

mi piace giocare e sperimentare,

i colori sono note che mischio sul pentagramma per trovare armonia e dissonanza;

tra silenzio e rumore, cerco la mia isola felice,

sempre in bilico, divertendomi.”

(Valeria Ferrari)

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Cristallini Daniele

BIBLIOGRAFIA

Nato a Civitanova Marche (Macerata) nel 1956. Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Mace­rata. Si esprime nel campo dell’informale, allievo di Remo Brindisi. Ha allestito mostre personali a Mace­rata, Sarnano, Camerino, Ussita, Tolentino, Milano, ecc. Ha partecipato a varie collettive e concorsi ad Ancona, Bergamo, Broscia , Trento, Bologna, La Spezia, Macerata, ecc., ottenendo premi e ricono­scimenti. Nel settembre 1982 ha partecipato ad As­sisi alla realizzazione di un grande murale dedicato alla «Pace nel Mondo» (su progetto di Remo Brindi­si). Hanno scritto di lui i critici: Bianchini, Brindisi, Della Cerra, Pranza e Bignardi.

L’Amministrazione Comunale di Ripe S. Ginesio, la Direziono della Pinacoteca Comunale ringraziano sentitamente l’Artista e quanti hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa.

Daniele Cristallini

Scorrendo alcuni scritti volti ad illustrare la mia pittura, ho avuto la sensazione che oltre ai molti rife­rimenti usati per misurarne la qualità tecnica e cultu­rale, non fosse stato speso a suo favore neanche un pensiero veramente sentito.

Reputo quindi necessario che io, unico artefice della mia arte, intervenga per salvare dalla quotidia­na mediocrità il prodotto della mia vita, costruita su sensazioni che da sempre hanno guidato le mie scel­te, rendendole a volte incomprensibili ai più, a volte erroneamente intelleggibili.

I colori del tempo e della storia hanno acceso la mia fantasia; quegli stessi colori di cui la mia opera è impregnata in ogni sua piega, a volte stimolati fino a scomparire nel buio per potervi ricercare nuova luce.

Non c’è quiete in ciò che faccio, forse rassegna­zione di fronte all’inevitabilità delle cose e del tem­po; ma sicuramente c’è amore verso tutto ciò che esso a volte sfiora solamente trasformandolo quindi in una tenera nebbia.

Io credo che in fondo questo sia il mio vero mo­do di essere artista: un rigattiere di essenze.

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Palladino Ciro

È nato a Torre del Greco. Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Torre del Greco e per qualche anno il corso di scenografia del prof. Stefanucci presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Da giovanissimo si muove nell’ambito dell’Anacronismo per poi approdare, nel corso degli anni, ad una personale dimensione pittorica che lo vede indagare un mondo dagli aspetti misteriosi ed enigmatici. Numerose sono le esposizioni, tra personali e mostre di gruppo. Nel 1985 con la personale presso il centro d’arredamento contemporaneo “Miceli”, presentato dagli architetti Pagliata e Mendini, riesce a suscitare grande interesse anche da parte di operatori noti nel campo del design. Successivamente, ha collaborato per oltre dieci anni con il centro di design Falconio di Napoli. Nel 2005 partecipa alla Biennale “Aldo Roncaglia”. Nel 2006 tiene una mostra a Palazzo Patrizi di Siena e, contemporaneamente, il Museo Michetti gli dedica una grande personale. Vive e lavora a Torre del Greco.

 

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Cangi Enzo

HANNO SCRITTO :

L’intera attività di Cangi è riconducibile a una serie di temi che.nella sua opera,si avvicendano, si succedono, s’intrecciano e spesso si sovrappongono. Ogni tema corrisponde alla scoperta di una regione poetica , dove egli, una volta che gli e penetrato, indugia lungamente, esplorandola in ogni piega, in ogni motivo – Tuttavia non si tratta mai di temi che lo spingano ad una distrazione dal nucleo centrale della sua riflessione . Non sono cioè temi divergenti, ma convergenti su tale nucleo, che in ogni caso riguarda sempre il rapporto con le circostanze esplicite o segrete, quindi da indagare o perlomeno da percepire, in cui il nostro tempo ci costringe dentro la trama confusa delle cronache quotidiane . Ora il tema gli si presenta come meditazione culturale o come confronto coi fatti della storia, ora come momento metafisico, contemplativo, o ancora come annuncio sulla conclusione della propria e nostra sorte finale.

MARIO DE MICHELI

La pittura figurativa di Cangi e di quelle che tengono gli occhi aperti sul mondo ma l’attenzione dello spirito volta alla propria vita interna, cosi la realtà raffigurata, senza trasformarsi in mitologia o narrazione melodrammatica, tende a caricare le immagini di sensi sottili e segreti, combinando con la loro apparente lietezza e calma un modo di sentire per niente semplice, anzi ricco di interrogativi.

VITTORIA CORTI

Le lusinghe della sperimentazione audace, gli stimoli dì fronte alla negazione, le false profezie sulla morte dell’arte sono stimoli per scelte diverse più semplici, meno impegnative senz’altro seducenti per chi intenda coprire e confondere l’impreparazione e la scarsa attitudine. Per questo, Enzo Cangi va apprezzalo. Va apprezzala la serietà del suo programma, del suo impegno di continuare a fai sentire, nei limiti delle proprie forze, la voce dell’arte toscana mai trepida e tuttavia mai propensa a scendere, per speculazione di mercato, sulla strada dell’improvvisazione.

TOMMASO PALOSCIA

La prevalenza del momento soggettivo inoltre non ha mai fatto oltrepassare a Cangi limiti del realismo cioè non lo ha mai fallo sconfinare nell’informale, come avrebbe potuto anche accadere -almeno il riconoscimento della sua esistenza come dato non soltanto della sensibilità ma anche culturale e storico. Riconoscimento molto particolare del resto, per cui anche i dati culturali e storici vengono recuperati quasi unicamente attraverso una contemplazione e sublimazione di specie estetica.

ALBERTO MORAVIA

Galleria ” LA COLONNA ” .Bologna- CENTRO DI CULTURA DANTE ALIGHIERI, Colonia

Sala F.L.O.G, .Firenze – Galleria •’ IL CUBO ” ,Crotone

HARROD,S GALLERY . Londra – Ambasciata d’Italia, Ankara

Galleria ITALIA, Forte dei MARMI (LU) – Galleria “SALAMBO” , Parigi

Galleria ” LA PICCOLA “, Firenze – Galleria ” FORUM JANI ” , Foiano della Chiana (AR)

Galleria “EUROPE”, Strasburgo -Galleria “IRIS”, San Polo in Chianti (FI)

Galleria “CANC1″, La Spezia

Galleria “ARTIDE”, Bruxelles

Azienda Autonoma di Turismo ,Patti(ME}

Ministero Turismo e Spettacolo, Roma – Galleria ” BUCA DI DANTE “, Firenze

Galleria ” 14 “, Firenze

Galleria ” DIVA ” , Bruxelles

Sala ” A. del SARTO ” , Firenze

Galleria ” 1LLUM “, Copenaghen

Galleria ” LA MEDICEA “, Borgo San Lorenzo (FI)

Galleria ” MUGELLO “, San Piero a Sieve (FI)

Azienda di Promozione Turistica, Bardolino(VR)

Galleria “FRANGIPANE” , Cosenza

Sala ” APPIO MONTI “, Terracina (LT)

Galleria ” IL PARAD1S1NO” , San Vincenzo (LI)

SPORTING CLUB , Poggibonsi (SI) –

Centro d’ Arte ” IL CENACOLO ” ,Catanzaro

Galleria “P. della FRANCESCA” ,Domegge di Cadore (BL)

Federazione Nazionale Artisti ,Prato

Palazzo ” CORTE METTO ” ,Auronzo di Cadore (BL)

Galleria ” IL CUBO “, Chianciano Tenne (SI)

Galleria ” PALAZZETTO ALAMANNI”, Montevarchi (AR)

Circolo MCL , Incisa Valdamo (SI)

Galleria ” LA VECCHIA FARMACIA “, Castelfranco di sotto (Pi)

Galena “EL AGUILA ” ,Managua

Circolo Impiegati Civili, Faenza

Hotel ” SANTA FEBRONLA “, Patti Marina (ME)

Circolo ” A. VESPUCCI “, Firenze

SALA RIUNIONI COOP, Maresca (PT)

Galleria “FLAVIA” , Roma

Spazio Espositivo “ARTE PIÙ ” , Prato

Azienda Autonoma Soggiorno di Camposanpiero, (PD)

Galleria ” P. della FRANCESCA, 2 “, Arezzo

Galleria “CAPIGATTl”, Alassio

SALA FARNESE, Poggio Mirteto (RI)

FLORIAGARR, Firenze

Sala Dopolavoro Postelegrafonici, Cagliari

ecc. ecc.

Ha partecipato ottenendo premi e riconoscimenti alle seguenti rassegne e manifestazioni d’arte:

Premio Internazionale “CITTA di OSTENDA” (Belgio)

1 RASSEGNA INTERNAZIONALE D’ARTE Cagliari

L’ARTE ITALIANA OGGI ,Firenze

Centro di Cultura Italiana ,Colonia

RASSEGNA DEL PICCOLO FORMATO, Belluno

INCONTRI CON L’ARTE , Roma

Premio ” MINO da F1ESOLE

Premio “ BORGO SAN JACOPO ” , Firenze

PREMIO “8 MARZO ” , Livorno

Premio ” SOlANA ” ,Pisa

Premio ” LA FILANDA”, Pian di Scò (AR)

“10 PITTORI FIORENTINI”, Kyoto (Giappone)

Premio” LA SPIGA D’ARGENTO ” Montagnana (FI)

Premio “LA CONQUISTA ” ,Firenze

11° ed. ” IL CAVALLETTO D’ORO” Firenze

ARTE E SOLIDARIETÀ ,Firenze

Premio ” ARTE SACRA IN S.AMBROGIO”, Firenze

Premio ” G.MONACO ” ,Talla (AR)

MARCIALLA ARTE 93, Arezzo

“PREMIO PANTANO , Panzane in C.(FI)

ESTEMPORE MONTEPEANO (FI)

Premio “CITTA DI SESTO FIORENTINO” , Firenze

Premio ” DESIDERIO DA SETTIGNANO” , Firenze

Premio PIEVETORINA ,Pievelorina (MC) – ecc.ecc.

Enzo Cangi si è diplomato presso l’accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Onofrio Martinelli e Emanuele Cadili, personalità artistiche di grande rilievo nella pittura novecentesca. Rodolfo Margheri è stato suo meastro di incisione. Maestro riconosciuto di particolare valore in questo campo dell’attività artistica.

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Schiaroli Giovanni

Giovanni Schiaroli è nato nel 1949 a Filetto, frazione di Senigallia (An). Ancora vive e lavora nello stesso posto, un angolo appartato fra un saliscendi di colline verdi, alberate, cespugliose. Dietro, la sagoma dentata bluastra degli Appennini; davanti, un altro dosso, più basso, e poi il mare. L’agricoltura su scala industriale si è solo infiltrata qui. I posti non sono stati stravolti. Questi dati, questa ambientazione sono importanti per capire Giovanni Schiaroli e la sua pittura. Perché Giovanni Schiaroli è frutto di queste colline, che rappresentano il suo tema centrale, il suo filone principale, la sua costante ispirazione. Alcune volte si spinge più in là del dosso e scopre il mare. Ed allora sono angoli di campo, le aie, i buoi visti da bambino, le stradine prima bianche ora asfaltate, il tripudio della fioritura primaverile e sono anche marine e barche, contadini e pescatori, tutta gente con cui Giovanni Schiaroli ha grande familiarità. Anzi, è uno di loro. Figlio di contadini, sa lavorare la terra. E lo fa, come in una sfida, senza usare polveri bianche e grigie, le polveri chimiche: cioè, rispettando la terra. E’ molto bravo nell’uso del colore, nelle sfumature, nelle tonalità. Ma non è solo tecnica, sono scelte mosse da una naturale, del tutto spontanea vena poetica.

Giovanni Schiaroli non ha frequentato scuole d’arte o accademia. E’ un autodidatta. Ed è pittore nato. Alle “elementari” la sua occupazione continua era il disegno. Se il maestro gli diceva di scrivere “campagna”, lui “disegnava” campagna. E dopo inviti e sgridate il maestro (il suo primo esaminatore) si arrese e gli disse:” Da grande farai il pittore”. Così è stato. Da Filetto Schiaroli è andato lontano: le mostre a Roma (a Villa Ramazzini, ad esempio, dove sono passate firme illustri della pittura contemporanea), a Buenos Aires con “I Promessi Sposi”, e ancora a Roma per una mostra di “scorci romani”. Ma in queste sue “fughe” Giovanni Schiaroli rimane sempre fedele a se stesso. Stessa tecnica, stesso cromatismo, stessa mano. Rimane sempre il cantore delle campagne marchigiane.

Walter Montanari