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Gambin Mauro

Mauro Gambin, giornalista dal 2007, già direttore del La Piazza, oggi è alla guida del magazine Con i piedi per terra.

Parallelamente alla sua professione di giornalista ha creato nella pittura una forma di linguaggio. Un mezzo espressivo ma estetico, giocato su una complicata sintesi tra l’arte bidimensionale e simbolista, nell’accezione dell’amore per il dettaglio e del pettegolezzo, con il quale raccontare squisitamente la realtà sotto il segno dell’ironia e della trasgressione giocosa.

I suoi dipinti hanno ottenuto il favore della critica specializzata attraverso l’assegnazione di numerosi riconoscimenti e premi.

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Miljenko Bengez

 

Miljenko Bengez è nato a Zagabria nel 1954. Negli anni ottanta comincia ad occuparsi di pittura dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Zagabria. Dal 1984 al 1989 collabora nell’atelier del prof. Vilim Svečnjak e nel 1987 ha allestito la sua prima mostra personale al “Circolo degli operatori in cultura e scienza” a Lubiana. Trasferitosi a Firenze nel 1990 segue i corsi di restauro dei dipinti ad olio presso il “Campo del Restauro – Lorenzo de Medici” nella classe del prof. Leonardo Passeri. Dal 1991 al 1995 espone con la Galleria “S.E.Feineman Fine Arts” di New York, negli Stati Uniti, in Italia e in Croazia. È membro dell’Associazione degli Artisti Croati. Dal 1997 collabora con la galleria milanese “L’incisione” che nel 2001 gli pubblica, dopo numerose edizioni dei suoi fogli grafici, una monografia intitolata “Bengez”.
Dal 2001 la galleria udinese “Free Art” organizza mostre personali di Miljenko Bengez per tutta l’Italia facendolo conoscere alla scena culturale italiana.
C’è nelle sue opere un tentativo di fuga dall’alienazione urbana. Esse, tramite la loro creatività, risvegliano la voglia di tornare alla natura, una natura con spazi di vita gradevoli e armonici. L’interesse di Bengez per le vedute e i paesaggi dell’Istria e di Hrvatsko è un segnale delle sue origini che, conferendo alle opere un luogo di nascita caratteristico, rivela le radici reali, concrete della sua pittura e un calore mediterraneo familiare. Egli interpreta il mondo che lo circonda richiamandosi alla tradizione lirica europea da Cézanne a Klee, ma utilizza anche i linguaggi di altri movimenti come il Cubismo, l’Espressionismo e il Tachisme. Nel suo mondo pittorico rappresenta vere oasi di pace, che si oppongono agli smisurati agglomerati urbani moderni mettendo in evidenza che si può ancora trovare la bellezza nel mondo contemporaneo. Egli non rappresenta la natura, ma la percepisce con tutti i sensi e il risultato che ottiene è una composizione cristallina che suscita nuovi sentimenti di allegria e serenità. Vive e lavora a Zagabria.

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Tesi Daniela

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    Daniela Tesi compie gli studi artistici a Losanna e successivamente a Firenze. In Italia soggiorna lungamente a Roma, Bari, Milano dove frequenta corsi per approfondire particolari tecniche artistiche:incisione, affresco, mosaico.

    Negli anni ’70 la pittrice partecipa con entusiasmo al clima di rinnovamento che attraversa la società italiana intrecciando l’impegno sociale all’attività artistica: lavora come animatore culturale in vari settori: asili, scuole, ospedale psichiatrico, ecc.. Nascono così interessanti esperienze che incidono fortemente sulla sua formazione. Dedica ampio spazio all’attività teatrale, sua passione da sempre, curando in particolare la parte scenografica.

    Agli inizi degli anni ’80 il suo interesse si concentra intorno al “disagio psichico” in relazione, soprattutto, alla potenzialità espressiva del paziente psichiatrico. Approfondisce lo studio del colore, del segno, dell’azione teatrale in funzione terapeutica. Conduce per conto del Comune di Firenze corsi di “Arte-terapia” in vari settori dove maggiormente la marginalità causa sofferenza psichica: Case famiglia, Centri di prima accoglienza, Case di riposo, ecc..

    Dal 1983 al 1986 conduce, per conto di una struttura psichiatrica fiorentina, un “atelier” di attività grafico-pitttorica rivolta a ragazzi con disagio psichico. Ancora in questo periodo approfondisce la conoscenza della grafica d’arte (acquaforte, punta secca, acquatinta, cera molle) e altre tecniche pittoriche su vetro, ceramica, stoffa, nel tentativo di adattare le sue conoscenze tecniche alle esigenze e possibilità dei ragazzi che frequentano i corsi.

    Dal 1987 si dedica esclusivamente alla pittura pur mantenendo contatti di collaborazione con terapeuti che si occupano della “Terapia attraverso l’arte”.

    Nel 1996 si trasferisce nelle Marche dove tuttora risiede.

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Pizzicori Enrica

Biografie

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Enrica, nasce a Prato nel 1976. Ha vissuto a Brema (D) dove ha lavorato come aiuto restauratrice presso il “Focke Museum”. Ha studiato affresco presso la scuola “L.Tintori” di Prato, decorazione all’Accademia di Belle Arti di Carrara e Pittura alla “Facultad de Bellas Artes” di Salamanca (E). Ha frequentato i corsi di illustrazione di Sarmede (TV) condotti da A. Cimatoribus, S. Junakovjic, e da Linda Wolfsgruber; e quelli di Macerata condotti da V. Kostantinov. Ha ferquentato i corsi di formazione per operatori di Artebambini. Dal 2000 si occupa di Illustrazione infantile e di pittura a carattere illustraztivo. Ha collaborato per la pubblicazione di libri con Edizoni Clandestine, Edizioni Campanila , Edizioni Eldec,Edizoni Edigiò, Prospettiva Creativa. Nel 2002 ha fondato l’Associazione culturale “Nouvelle Lune” con la quale porta spettacoli di teatro di strada e teatro ragazzi nelle piazze italiane ed estere.

Testo Critico

Enrica Pizzicori ha occhi vivi; di quelli nei quali ti puoi perdere mentre l’ascolti raccontare del suo lavoro, delle sue idee, dei suoi sogni. Sono occhi di cui c’è bisogno. Il suo è un lavoro delicato. Disegni, quadri e illustrazioni si alternano nella magia dei racconti che ci regala. Fate, giocolieri, fantasia sognante di un mondo che non esiste; sogno concreto di un mondo che vorremmo, anche nella nostra piccola quotidianità. L’invasione di un immaginario che evoca l’iconografia dell’infanzia, o comunque di un mondo “altro”, che ci invita a recuperare nell’intimità delle nostre pulsioni la dimensione del gioco, del sogno e della purezza delle emozioni. La forza leggera di un sorriso o del desiderio di evadere da una quotidianità consunta, anche solo per un attimo. E poi, l’ amore; struggente, malinconico, vivo nella sua drammatica rappresentazione della semplicità del reale. Gli innamorati di Enrica prendono forma oltre i segni del suo pennello, oltre i tenui colori che li rappresentano. Vivono nell’immagine che ognuno di noi ha dentro, quella della felicità assoluta che soltanto poche volte l’amore riesce a regalare ma anche quella del dramma, anche questo assoluto, dell’abbandono e della perdita. Sono gli innamorati che ognuno di noi è stato, nella pulsione continua della ricerca della felicità o della consapevolezza di averla trovata. Gli innamorati che ballano una musica che hanno dentro, che cantano le note dello stupore, che non contengono la forza del sorriso. Gli innamorati che piangono tutte le lacrime che hanno quando soffrono, chiudendo il mondo fuori di loro per affogare nella malinconia che solo l’amore fa vivere e nel ricordo, quello dolce, immenso, totale che soltanto il sentimento riesce a creare. Enrica trasmette tutta l’energia che ha attraverso segni che richiamano la gestualità infantile ma li fa vivere di sentimento e di ricordi mai sopiti. Enrica trasmette l’empatia delle emozioni. E’ facile perdersi dentro le opere di Enrica: è facile perché toccano le corde più vive della nostra emotività. Ci ritroviamo improvvisamente in una dimensione da fiaba, circondati da colori od immagini che ci sembrano facili da gestire ma che toccano le corde vive dell’emotività e dei sentimenti; ci proiettano in una dimensione senza tempo e senza steccati. Libero sfogo alla fantasia recondita dentro ognuno di noi, libero sfogo ai sogni e perché no, libero sfogo ai sentimenti. Quegli innamorati sono li a ricordarci con tutta la loro forza struggente quanto ogni momento vada vissuto con piena intensità; quanto ogni momento sia unico e irripetibile. Il resto è ricordo; intenso, intimo e personale. Infinito.

Andrea Zanetti

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HUYNH DUY

Le pitture acriliche poetiche e contemplative dell’artista vietnamita Duy Huynh riflettono simbolicamente spostamento geografico e culturale. Traendo ispirazione da una varietà di narratori in formati che spazia dalla musica e dai film alle antiche avventure di folclore e fumetti, Duy crea il suo narrativa della condizione umana. Nei suoi dipinti, personaggi eterei mantengono un sereno, precario equilibrio, spesso in un ambiente surreale o onirico.

Con le sue figure, Duy esplora il movimento insieme a emozione per ritrarre non solo la bellezza della forma umana, ma anche il trionfo dell’umano spirito.

Le immagini che ricorrono, come barche, treni, valigie e qualsiasi cosa con la capacità di volo, riguardano viaggio, sia fisico che spirituale.

Il suo lavoro crea uno stato d’animo per lo spettatore da esplorare.

Passo del viaggio una storia è creata, un’emozione viene rivelata e al ritorno da questo viaggio, un senso di qualcosa guadagnato si fa sentire. Mentre gran parte del lavoro di Duy è profondamente personale, i suoi tempi intelligenti e spesso l’uso umoristico del simbolismo e del gioco di parole invita lo spettatore a creare la propria trama.

L’interesse di Duy per l’arte è iniziato poco dopo il suo arrivo negli Stati Uniti nei primi anni ottanta.

Dopo la laurea da UNC Charlotte con una laurea in pittura e illustrazione, ha iniziato a dipingere murales e mostrando il suo lavoro in ristoranti, caffetterie, bar e luoghi di musica.

Ha anche esplorato l’aspetto della performance della pittura, spesso collaborando con musicisti e ballerini per creare opere d’arte di fronte a un pubblico.

Le risposte positive sono presto arrivate come diverse le gallerie di tutto il paese cominciarono a rappresentare Duy. Nel 2008, Duy e la compagna Sandy Snead hanno aperto Lark & ​​Key Gallery e Boutique a Charlotte, NC. La galleria mostra il lavoro di Duy e un numero di altri artisti, ceramisti e artigiani di gioielli di tutto il paese.

Duy Huynh è pronunciato “yee wun”.

 

Vietnamese-born artist Duy Huynh’s poetic and contemplative acrylic paintings symbolically reflect geographical and cultural displacement.

Drawing inspiration from a variety of storytellers in formats that range from music and movies to ancient folklore and comic book adventures, Duy creates his own narratives of the human condition. In his paintings, ethereal characters maintain a serene, precarious balance, often in a surreal or dreamlike setting. With his figures, Duy explores motion along with emotion in order to portray not just the beauty of the human form, but also the triumph of the human spirit. Images that recur, such as boats, trains, suitcases, and anything with the ability of flight, relate to travel, whether physical or spiritual.

His work creates a mood for the viewer to explore, and with each step of the journey a story is created, an emotion is revealed, and upon return from this journey, a sense of something gained is felt. While much of Duy’s work is deeply personal, his clever and often times humorous use of symbolism and wordplay invites the viewer to create their own storyline.

Duy’s interest in art began shortly after his arrival to the States in the early eighties. After graduating from UNC Charlotte with a degree in painting and illustration, he began painting murals and showing his work in restaurants, coffee shops, bars, and music venues. He also explored the performance aspect of painting, often times collaborating with musicians and dancers to create works of art in front of an audience.

Positive feedback soon came as several galleries around the country began to represent Duy. In 2008, Duy and partner Sandy Snead opened Lark & Key Gallery and Boutique in Charlotte, NC. The gallery showcases Duy’s work as well as a number of other artists, potters, and jewelry artisans from around the country

Duy Huynh is pronounced “yee wun.”

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Di Nenno Danilo

L’artista Danilo Di Nenno è nato a Lanciano nel 1978 dove vive e lavora.

Autodidatta, inizia il suo percorso artistico nel 1999 partecipando su invito a Fiere d’arte contemporanee, rassegne, collettive, personali in Italia e all’estero, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti dalla critica.

Nel 2010 inaugura nella sua città La Galleria “Di Nenno Spazio Arte”.

Che diventerà presto punto di riferimento per gli appassionati dei suoi paesaggi fabulistici come cita in un testo critico Maurizio Vitiello.

“…Dipingo i cuori, le lune e le stelle, in un tempo che tempo non è…

E mi immergo, in luoghi dove l’Amore prende il Volo…”

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Del Mastio Giulia

Sono nata con la fantasia che mi scalpitava nella mente, non conoscevo ancora il mondo dell’illustrazione e non sapevo ancora dove mi avrebbe portato questo mio piccolo difetto, ma era chiaro per tutti che sarei cresciuta con la testa tra le nuvole.

Ho vissuto avventure straordinarie: ho conosciuto i bizzarri e i cinici personaggi di Roal Dahl, mi sono rintanata e persa più e più volte nei boschi di Beatrix Potter e ho passato interi pomeriggi a inseguire un insolito e logorroico coniglio bianco.

Inventavo storie, immaginavo mondi fantastici, osservavo e disegnavo.

Nel 2004, mi sono diplomata all’Istituto d’Arte di Siena per poi laurearmi in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Nel frattempo la mia fantasia cominciava ad essere ingestibile.

Dopo alcuni anni di lavori improbabili, dopo mille peripezie e impacciati salti mortali, sono arrivata a fare della mia passione, un lavoro.

Io sono Giulia,

sono un’illustratrice,

questo è il mio mondo e questa è la mia arte….

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Biuso Tiziana

Mi chiamo Tiziana, sono nata a Roma nel ‘72 e da quando ho memoria creo: su carta, ceramica, muri… in fondo ogni superficie può raccontare una storia.

Dopo la maturità artistica ho frequentato un corso di grafica, grazie al quale ho fatto esperienza nel mondo del lavoro, prima in una tipografia, poi in un’agenzia pubblicitaria romana.

La mia grande passione per l’illustrazione e la decorazione mi accompagna da sempre, e mi ha portato ad amare anche il mondo della ceramica.

Per me ogni giorno sporcarmi le mani è pura gioia, la gioia di veder nascere i personaggi delle mie illustrazioni da un panetto di argilla, la gioia di trasmettere la mia passione.

  • Anche questa sono io, questa è la mia attività.
  • Mi piace disegnare
  • Mi piace colorare
  • Mi piace ritagliare ed incollare
  • Mi piacciono i libri per l’infanzia
  • Mi piace una mamma che pasticcia coi bambini
  • Mi piace la morbidezza della carta, la malleabilità della creta e il calore del legno
  • Mi piace osservare il mondo e immaginare forme dietro le forme
  • Mi piacciono i castelli al vento, le lune coi gatti sornioni, i fiori, i cuori, il bianco e nero ed i colori
  • Mi piace modellare forme immaginate
  • Mi piacciono l’acqua e la terra da plasmare, l’aria per asciugare e il fuoco per forgiare
  • Ed infine mi piace sognare con piacere.
  • Tiziana Biuso .

 

 

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Molinari Lara

Lara Molinari, nata a Milano nel 1970, muove giovanissima i primi passi nel mondo del fumetto come cartoonist per la Walt Disney Italia: una collaborazione che ha festeggiato, l’anno scorso, la maggiore età.

Ha all’attivo storie a fumetti e copertine per il settimanale Topolino, illustrazioni per videogiochi Playstation e collaborazioni con Disney Channel, con albi tradotti e pubblicati in ambito europeo.

Nel mondo della grafica pubblicitaria e del design industriale è illustratrice di profumi per Diego dalla Palma e parkaging illustrator per Lindt, nonché ritrattista in trasmissioni televisive. Nel 2005, sull’onda del successo del “Codice da Vinci” di Dan Brown illustra la parodia illustra la parodia “Zio aperone e il Codice “Metsys” per il super album

“Il Papero da Vinci”. Attualmente nel suo studio di Alassio si dedica allo studio di soggetti romantici naif di matrice fumettistica, affiancati da opere di ricerca dal fascino informale.

 

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Crivellaro Lorenzo

Lorenzo Crivellaro

Nasce nel 1961 a Milano e, dopo una breve parentesi alla facoltà di Agraria, prosegue gli studi frequentando lo IED.

Negli anni 80’ le sue esperienze si dividono tra agenzie pubblicitarie e l’attività del padre, che lo avvicina al mondo dell’antiquariato e restauro, frequentando anche corsi di estimatore di arte antica.

Col tempo concentra le sue attenzioni al periodo Art Déco, il cui relativo connubio tra creatività e manualità lo stimolano a realizzazioni di collezioni personali di complementi di arredo.

La sua passione più profonda fin dall’adolescenza rimane però la pittura, che lo accompagna nella sua crescita artistica, spaziando dal figurativo all’astratto, fino a trovare un equilibrio maturato e poi stabilizzato nelle sue opere più recenti.

In quest’ultime, le influenze pop, chiaramente riscontrabili, diventano omaggio alla quotidianità di un passato tranquillizzante e sereno in cui, ad esempio, i personaggi del Carosello, i marchi storici, i prodotti, gli slogan e i fumetti (icone di un consumismo agli albori), riprendono vita, come dolci ricordi mai sopiti di chi allora era bambino, su tele intonacate con stucchi e cementi, l’osservatore è coinvolto quindi in maniera diversa e personale da ogni tela che entra così nel proprio vissuto attraverso un’emozione vera e unica.

Lorenzo Crivellaro espone in diverse gallerie, ha partecipato a mostre ed eventi ed è autore di un’opera pubblica di 50 mq. inaugurata ne, 2013 a San Giuliano Milanese.