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Agostini Andrea

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serie di opere uniche di vario formato e tecnica

serie di opere uniche formato cm. 20×15

Il mio gioco più prezioso – serie di serigrafie su foglio cm. 20×20, disponibili fino a esaurimento tiratura

I mesi dell’anno – serie di serigrafie su foglio cm. 25×25, disponibili fino a esaurimento tiratura

 

 

 

 

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Benghi Claudio

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CLAUDIO BENGHI TRA ILLUSIONE E REALTA’

L’incontro con le immagini di Benghi rappresenta sempre un momento di insolita fruizione, un’esperienza visiva che non delude le aspettative di stupore, curiosità, sottile ironia ma soprattutto non delude quel desiderio di andare al di là di ciò che si sta guardando. Ma le opere di Benghi non possono essere guardate, bensì osservate attentamente per non lasciarsi sfuggire lo strano pennacchio di fumo che fuoriesce da una nuvola, la falce di luna che dorme pesantemente adagiata su di un traliccio elettrico o gli insoliti orizzonti dai profili ondulati. Il mondo immaginario di Benghi ci costringe a pensare, ci spinge a rovesciare le nostre certezze insegnandoci a lasciare indietro, almeno di un passo, i criteri consolidati dalla lunga pratica alla razionalità. L’immaginario dell’artista bolognese ci coinvolge, quindi, a tal punto da sollecitare la nostra fantasia ad elaborare a nostra volta la storia nella storia, seguitando, in un certo modo, a tracciare idealmente l’epilogo del racconto visivo iniziato dall’autore. In tal modo diveniamo noi stessi autori, anche se solo a livello concettuale, di un universo poetico che non può che arricchire e liberare la nostra mente. Del resto la storia dell’arte spesso ci ha dato prova di quanto ludiche e liberatorie possano intendersi molte operazioni artistiche atte a gratificare il bisogno di creatività dell’uomo.

I personaggi di Benghi sono, così, i personaggi dell’inverosimile pensati dall’artista in dinamiche situazioni di pura fantasia in cui lo stereotipo o cliché razionale diviene improbabile e il dato illogico diventa attendibile. La tabulazione visiva benghiana diviene, allora, espressione di un assioma che potrebbe definirsi “l’assurdo che diventa normale” mediante i suoi protagonisti o ancora per mezzo del loro ruolo all’interno della storia o degli utensili ed oggetti che accompagnano la loro esistenza.

 

OPERE

olio su tavola cm. 50x40
Un sognatore
 tecnica mista su carta cm. 12x9
mago Merlino
china su carta cm.
La luna nel cassetto
china su carta cm.
Cuore innamorato

 

 

china su carta cm.
la scatola fantastica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Braido Silvano

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Bucci Andrea

OPERE

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Il Maestro Andrea Bucci
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Andrea Bucci
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 LA CASA IN COLLINA
multiplo in ottone I/IV
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IL GRATTACIELO
multiplo in ottone I/IV
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 INFINITO STELLA
multiplo in ottone I/IV
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BUTTERFLY
terracotta refrattaria, unico esemplare
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DONNA CON FIORE
terracotta galestro, esemplare unico
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I CIPRESSI
terracotta bianca, esemplare unico
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IL CANTANTE
terracotta rossa, esemplare unico
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L’ULTIMO FIORE
terracotta rossa, esemplare unico
 
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Biavati Riccardo e la Bottega delle Stelle

La Bottega delle Stelle, condotta da Riccardo Biavati, e Antonella Manfredini
lavora da anni nel settore della ceramica d’arte.
Tutti gli oggetti prodotti, sono modellati con impasto semirefrattario e dipinti a mano con smalti e ingobbi opportunamente studiati.
Tutte le ceramiche prodotte sono da considerare “Pezzi Unici”.
opere disponibili in galleria
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Camala per Federigo Fabbrini

 

Federigo Fabbrini è nato ad Arezzo il 19 settembre 1928 

Ha conseguito il diploma di maturità scientifica e frequentato il primo anno alla Facoltà di architettura.

Nel 1948 inizia il suo rapporto con la ceramica, prima come filettatore e decoratore in oro presso la Ditta Bellagio di Castello (Firenze), poi come decoratore di smalto presso il laboratorio di Marcello Fantoni, dove ha possibilità di fare anche esperienze come modellatore. In questo periodo conosce il pittore Mario Molli che rimarrà per sempre suo amico.

Nel 1952 con la Ditta Bellagio partecipa alla Mostra dell’Artigianato di Firenze con un proprio campionario di oggetti. Nel 1953 lavora per una Cooperativa ceramica di Montelupo Fiorentino e conosce i ceramisti Aldo Londi e Bruno Bagnoli. Per motivi di lavoro ha contatti col pittore e scultore Mario Vezzelli passato in seguito alle famose Vetrerie Quentin. Conosce a Sesto Fiorentino, Vinicio Brogi già pittore da Fantoni e attualmente presidente de “Il Coccio” umidificatori, con il quale coopererà ad alcuni progetti.

Nel 1957-58, insieme alla moglie Tina, dà vita allo Studio Ceramiche Fabbrini. Nel 1959 conosce il pittore emiliano Cuniberti, che gli offre altre prospettive e buone introduzioni; viene invitato alla Mostra Internazionale di Ostenda ed ottiene uno dei premi del XVII Concorso nazionale delle ceramiche di Faenza. Crea le famose minifigurine di Adamo ed Eva riscuotendo grande successo di vendita negli Stati Uniti e in Svezia. Negli anni successivi partecipa a numerose mostre nazionali ed internazionali e ha occasione di conoscere Lara Vinca Masini che scriverà di lui in varie occasioni.

Dal 1963 al 1966 apre con l’amico pittore-ceramista e scenografo Mario Molli la Galleria Aquilone (galleria di arte/artigianato) che negli anni successivi si trasformerà in un collettivo: ne faranno parte Claudio Popovic, Paolo Masi, Cioni, Armidelli, Glattfelder. Nella galleria, frequentata anche dal grande architetto Giovanni Michelucci, vi esporranno tra gli altri Corrado Cagli, Ettore Sottsass, lo scultore Guasti, Masi, Guarneri; vengono proposti dibattiti con la partecipazione di Battisti, Gatt, Celant, Lumachi ed altri.

Alla fine degli anni Sessanta Helen Von Boch vede alcune sue opere di ceramica al Concorso di Faenza, lo contatta e inizia così una collaborazione con la ditta “Villeroy & Boch” di Mettlach  che durerà quattro anni (dal 1969 al 1973), ci cui i primi due anni assieme a Franco Bucci di Pesaro. So no di questo periodo i serviti “Chekiang” e “Chou” e il servito in melanina ha denominato “La Bomba” (esposto anche al Museo d’art moderna di New York), completo di posate e piatti firmati assieme ad Helen Von Boch (1972),

Nel 1969 consoce Inge Sauer illustratrice di libri di fiabe per bambini e proprio dal mondo delle fiabe prenderanno poi forma i “pupi” e i “teatrini”. Nel 1974 è a Salerno alla fabbrica di piastrelle De Agostino per circa otto mesi.

Nel 1993  chiude il proprio laboratorio a Firenze.Tra il 1992 e il 1993 esegue in gres, con Bruno Gambone, “teatrini e architetture” (teatrini con paesaggi in trasparenza di luce, le litofanie, già sperimentati da molti anni).

Dal 1996 le sue opere vengono prodotte dalla Ditta Camala, a Fiesole, di Brunella Sciulli.

Nel 1997 partecipa con la rivista D’A, alla mostra “Virtualità del vaso” curata da G.C. Bojani nelle edizioni tenute a Vitorchiano e al Macef di Milano e alla XVIII Mostra di Castellamonte nella sezione dedicata alla fiaba.

                                                                 M.I.C. Museo Internazionale delle Ceramiche – Faenza

 

opere disponibili

 

 

 

 

 i misirizzi

 

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