TRUBBIANI VALERIANO - sculture

 

 

Secolo d’Italia            Domenica 19 ottobre 2003
Appuntamenti con l’Arte di Luigi Tallarico

 

               

 

IL BESTIARIO DI TRUBBIANI
La mostra che Valeriano Trubbiani ha in programma per il 15 novembre negli spa­zi della «Quadreria Blarasin» di Macerata, rivela un interesse critico particolare, in quanto l'artista - che è faber nobilis, ossia scultore incisivo e dotto e insieme forgia­tore di macchine reinventate e di memoria - affida al disegno la sua prominente im­maginazione creativa. Dalle presentazioni dei tre critici in catalogo, mentre si con­viene che il suo è un segno di «natura pro­gettuale» e come tale portato a prefigurare «soluzioni plastiche» (Enrico Crispolti), vie­ne escluso che la funzione del segno sia di preparazione dell'opera plastica (Goffredo Binni). D'altra parte, il manufatto - posse­dendo l'artista marchigiano una forte visionarietà, peraltro collegata al senso della memoria e al tempo della storia - non il­lustra gli accadimenti delle epoche inquie­te e spietate, ma insegue piuttosto «le om­bre lunghe della memoria e dell'inconscio», e le proietta in uno scenario in cui la luci­dità del segno non esclude il grottesco e in­sieme il terrifico (Alvaro Valentini). Infatti, il segno di Trubbiani, che è un potente mezzo d'incisiva chiarezza, non si limita ad evidenziare la secca rigorosità limitare della linea, ma, possedendo una componente materica, è portato al rilievo plasti­co e perciò a far risaltare le certezze iconografìche. 

Da qui lo svolgimento in mo­stra di un favoloso bestiario e di racconti impiantati sulla visione fantastica di pae­saggi rurali e di architetture di improbabi­le antichità, abitati da rinoceronti ed ele­fanti, da rane e gatti. La fantasia non è un demerito per la lucida veridicità del segno grafico, e questo conferma come l'unilate­rale e originale presenza dell'opera - rive­stendo il carattere della qualità - ritrovi la dimensione più generale della grande con­cezione estetica. 

 

 

                                                                                       

 

opere disponibili in galleria

 

 

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CERVARIA FAMILIA CINGULANA - 2003/2005
bronzo e rame -

 

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elemento unico dello
"STATO D'ASSEDIO"
esposto con altri 199  elementi alla
 Biennale di Venezia del 1972

acciaio inox e alluminio
alt. cm. 195


 

 

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  IL VIAGGIO DI TITO LABIENO 2004
bronzo, ottone cm. 20x29
unico esemplare

 

 

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  RATTO DELLE OCHE 1986 
bronzo cm. 34x44 unico esemplare

 

 

OASIS DEI GLADIATORI 1991
bronzo patinato, ramato,argentato cm.
unico esemplare 

 

TUCANO COVATA 1983
argento, ottone, bronzo
unico esemplare

NIDO DELLE RANE 2000 bronzo, argento, unico esemplare

 

MATER AMABILIS 1991
bronzo, argento, legno, unico esemplare

 

SCENA RURALE
multiplo in bronzo e alluminio, esemplare n° 17/75

 

 

 

TOGLIERE L'ARIA, 1970
plexiglass, cromo, bakelite, peltro, unico esemplare

 

BATTI MARTELLO, 1972
cromo, bronzo, alluminio, unico esemplare 3/3

 


 

 TECNICHE_DELLO_SGUARDO.jpg

TECNICHE DELLO SGUARDO 1975
alluminio + occhi cm. 40,5x42
ala semovente "esemplare unico"