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IL BESTIARIO DI TRUBBIANI La mostra che Valeriano Trubbiani ha in programma per il 15 novembre negli spazi della «Quadreria Blarasin» di Macerata, rivela un interesse critico particolare, in quanto l'artista - che è faber nobilis, ossia scultore incisivo e dotto e insieme forgiatore di macchine reinventate e di memoria - affida al disegno la sua prominente immaginazione creativa. Dalle presentazioni dei tre critici in catalogo, mentre si conviene che il suo è un segno di «natura progettuale» e come tale portato a prefigurare «soluzioni plastiche» (Enrico Crispolti), viene escluso che la funzione del segno sia di preparazione dell'opera plastica (Goffredo Binni). D'altra parte, il manufatto - possedendo l'artista marchigiano una forte visionarietà, peraltro collegata al senso della memoria e al tempo della storia - non illustra gli accadimenti delle epoche inquiete e spietate, ma insegue piuttosto «le ombre lunghe della memoria e dell'inconscio», e le proietta in uno scenario in cui la lucidità del segno non esclude il grottesco e insieme il terrifico (Alvaro Valentini). Infatti, il segno di Trubbiani, che è un potente mezzo d'incisiva chiarezza, non si limita ad evidenziare la secca rigorosità limitare della linea, ma, possedendo una componente materica, è portato al rilievo plastico e perciò a far risaltare le certezze iconografìche.
Da qui lo svolgimento in mostra di un favoloso bestiario e di racconti impiantati sulla visione fantastica di paesaggi rurali e di architetture di improbabile antichità, abitati da rinoceronti ed elefanti, da rane e gatti. La fantasia non è un demerito per la lucida veridicità del segno grafico, e questo conferma come l'unilaterale e originale presenza dell'opera - rivestendo il carattere della qualità - ritrovi la dimensione più generale della grande concezione estetica.
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opere disponibili in galleria
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TOGLIERE L'ARIA, 1970 plexiglass, cromo, bakelite, peltro, unico esemplare
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Elemento unico dello Stato d'Assedio esposto con 199 altri elementi alla Biennale di Venezia nel 1972 acciaio inox e alluminio alt. cm. 195
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BATTI MARTELLO, 1972 - cromo, bronzo, alluminio, unico esemplare 3/3
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TECNICHE DELLO SAGUARDO, 1975 alluminio + occhi con ala semovente, cm. 40,5x42
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SCENA RURALE - multiplo in bronzo e alluminio tir.
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TUCANO COVATA, 1983 - argento, ottone, bronzo, unico esemplare
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RATTO DELLE OCHE, 1986 - bronzo, ottone, cm. 34x44 esemplare unico
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OASIS DEI GLADIATORI, 1991 bronzo patinato,rame, argentato, unico esemplare
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MATER AMABILIS, 1991 - bronzo, argento, legno, unico esemplare
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NIDO DELLE RANE
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IL VIAGGIO DI TITO LABIENO, 2004 bronzo, ottone, cm. 20x29 esemplare unico
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CERVARIA FAMIGLIA CINGULANA, 2003-2005 rame, bronzo, argento, unico esemplare
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TORTUGHE VOLANS, 1983 - pirografia su tavola cm. 50x35
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SULLE ALI DEL TALENTO E DELLA CREATIVITA' bronzo patinato cm. 9,4x9,8 prova d'autore
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CIELO, MARE, TERRA DELLE MARCHE, 2007 bronzo patinato cm. 16,2x13,8 - prova d'autore
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